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Marcovaldo di Italo Calvino


Marcovaldo al supermercato è uno dei venti racconti che compongono Marcovaldo. Qui il protagonista, sedotto dalle merci di un grande magazzino, consegnerà il bottino raccolto nei carrelli a una gru vista come un gigantesco e vorace mostro, quasi un simbolo della civiltà moderna.
In un supermarket, in effetti, ogni aspetto (la disposizione delle merci sugli scaffali e nelle corsie, l’ampia capienza del carrello, l’abbondanza della scelta, la facilità del gesto di afferrare le confezioni esposte, l’illuminazione, la musica ecc.) è attentamente pianificato per indurre inconsciamente i clienti a compiere la maggior quantità possibile di acquisti.
Il tema dell’episodio è infatti quello del consumismo (cioè della dipendenza dagli acquisti, di valori imperniati unicamente sugli oggetti posseduti) e della condizione moderna, che ci vede alternare continuamente nel corso della giornata i ruoli di produttore e di consumatore.
Un meccanismo – alimentato dalla pubblicità – che produce stress, ci disumanizza e ci rende schiavi di uno stile di vita tutto basato sui beni materiali.
Marcovaldo fu pubblicato nel 1963, con le illustrazioni di Sergio Tofano, ma i racconti che compongono il volume erano apparsi sull’”Unità” a partire dal 1952. nel 1970 la Rai ne trasse un film-tv.
Ognuno dei venti capitoli, scanditi dal ritmo delle stagioni, è un’avventura in città del protagonista e della sua numerosa famiglia, alla perpetua ricerca di cibo, pace, aria buona.
Marcovaldo, pur vivendo nel pieno di quello che fu chiamato il “boom economico” e che vide in Italia un grande balzo del livello dei consumi, è povero: lavora come manovale alla ditta Sbav, vive prima in un seminterrato, poi in una piccola mansarda sotto i tetti, non può portare i quattro figli in vacanza, non ha soldi neppure per i generi di prima necessità. Una condizione apparentemente remota, ma in realtà vissuta ancora in Italia da milioni di famiglie e da molti immigrati.
La città di Marcovaldo è già la città contemporanea, piena di caos, di luci e di rumori, con il traffico intenso, la natura soffocata, l’aria e l’acqua inquietante, i cibi avvelenati.
Marcovaldo, ingenuo e poeta, vede fallire regolarmente i suoi buffi tentativi di risolvere i suoi problemi, e le sue avventure si concludono spesso in ospedale.
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