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Francesca Scopelliti - "Lettere a Francesca"


Il libro è stato scritto in memoria del presentatore televisivo Enzo Tortora, il quale conduceva la nota trasmissione "Portobello". Egli era stato ingiustamente accusato per associazione camorrista e per spaccio di droga, per tali motivi venne rinchiuso in carcere.
Le lettere accuratamente scelte sono la testimonianza dell'inferno che il signor Tortora ha vissuto in carcere.
Da queste ultime traspaiono chiaramente i sentimenti provati, i quali non hanno mai permesso al conduttore televisivo di arrendersi. Nonostante varie proposte di libertà vigilata, Tortora non è mai sceso a compromessi per una mezza libertà. Proprio per questo motivo egli passò ben 7 mesi in carcere da innocente.
Nonostante il grande dolore provato, Tortora si è sempre dimostrato un uomo forte e coraggioso. A donargli così tanta forza fu anche la sua compagna, Francesca Scopelliti, con la quale si scambiava abitualmente delle lettere.
Inoltre, nelle lettere sono riportate le condizioni degradanti nelle quali versano le carceri italiane.
Alla fine del libro è possibile notare gli articoli di giornale di quel periodo che riportavano questo evento, con le loro idee e supposizioni, e una spiegazione dettagliata di tutto il caso (a partire dall'equivoco dell'agenda che portò all'arresto, fino alla sua morte).
"Lettere a Francesca" è un libro intenso e un chiaro esempio di come la giustizia italiana abbia qualche lacuna. Il libro è anche la testimonianza di un uomo il quale non si è mai arreso, nonostante la vergogna provata nel vedersi privare di ogni libertà e la gogna mediatica di cui è stato vittima.
Di seguito, c'è da sottolineare il fatto che nel corso del processo ogni tipo di libertà dell'uomo è stata calpestata senza ritegno alcuno.
Enzo Tortora muore il 18 Maggio 1988, poco dopo la sua scarcerazione, a causa di una terribile malattia terminale. La malattia è stata sicuramente aggravata dal periodo trascorso in carcere, a causa delle condizioni di vita e del forte dispiacere che il conduttore ha provato.
In definitiva, la storia di Enzo Tortora deve servire come esempio per il sistema giudiziario odierno, per far sì che certe azioni non si verifichino più nella maniera più assoluta.
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