Video appunto: Flaubert, Gustave - Madame Bovary

Madame Bovary



Secondogenito di tre figli, Gustave Flaubert nasce a Rouen il 12 dicembre 1821 da padre primario chirurgo della città e madre ricca proprietaria terriera. Inizia a scrivere sin dall'adolescenza, e nel 1836 sulla spiaggia di Trouville incontra Elise Foucault, ragazza sposata che sarà oggetto della grande e mai soddisfatta passione della vita dello scrittore(punto fondamentale della sua vita che influenza moltissimo il proprio stile); da questa esperienza trarrà ispirazione per una delle sue opere di maggiore successo,"L'educazione sentimentale"(1843-1845).
Colpito da una malattia nervosa che lo costringe ad abbandonare gradualmente gli studi, si ritira presso la madre nella proprietà di Criosset, dove vive solitario.

Lì si dedica soprattutto alla stesura dei suoi grandi romanzi, che oscillano tra la tentazione romantica e il realismo documentaristico e ogni tanto si concede delle pause e viaggia, soprattutto in Oriente. Al ritorno da un soggiorno in Egitto, passa 53 mesi a scrivere il suo più celebre romanzo “Madame Bovary”. Pubblicato nel 1857 sulla rivista letteraria “Revue de Paris”, suscita sin da subito tanto successo quanto scandalo a causa della descrizione degli adulteri commessi dalla protagonista, Emma, e del realismo impassibile dell’autore nella rappresentazione della società dell’epoca e di una vicenda tragica, ma allo stesso tempo quotidiana. Flaubert stesso subisce un processo per oltraggio alla morale e alla religione, da cui viene assolto acquistando fama ancora maggiore. Con Madame Bovary, dissacra del tutto lo stereotipo di nobildonna dell’epoca, attribuendo alla protagonista un’immagine comune e mediocre di una donna avvolta da una nube di sogni irrealizzabili e continue illusioni, che cova sin da bambina nella speranza di una vita sfarzosa con suo marito Charles Bovary, un modesto ufficiale sanitario del paesino di Tostes in Normandia. Le sue giornate sono lente ed iniziano a soffocarla, a renderla irrequieta. Per Emma quella vita di provincia è troppo scontata, banale, mediocre. Avvilita, annoiata e disillusa nei confronti della sua stessa esistenza(patologia attualmente definita “bovarismo”, dal suo cognome) inizia a condurre, presa dalla disperazione, una vita dissoluta e al di là delle sue possibilità, per fuggire a quel destino ingiusto, subito dopo aver cercato in due uomini, Léon e Boulanger, la felicità che il marito non riusciva a donargli, progettando addirittura con uno dei due una fuga romantica che non si realizzò mai poiché all’ultimo momento l’uomo si ritirerà. Ciò condurrà la protagonista al suicidio. Flaubert, attraverso la figura di Emma, dissacra quello che era l’ideale romantico della figura femminile e inaugura uno stile crudo, vero, oggettivo, che influenzerà sia il realismo francese, sia il verismo italiano, andando così a creare un nuovo stile letterario, il Naturalismo, caratterizzato da una descrizione oggettiva ed impersonale della materia, che, a differenza del Realismo(ove l’autore rimane fedele a ciò che si considera “comune”, “naturale”), descrive una situazione fuori dal comune, un “caso” e lo analizza come uno scienziato, ovvero, assumendo la natura non solo come oggetto di riflessione filosofica, ma anche come punto di riferimento assoluto riguardo la vita dell’uomo, mantenendo una costante visione pessimistica nei confronti della società, associata ad un ottimismo fondato sui progressi scientifici. I protagonisti appartengono prevalentemente alle classi della borghesia o del proletariato, per convenzione sempre trascurati dal dominio della letteratura, ed Emma Bovary assieme a suo padre e a suo marito non fanno eccezione essendo Charles Bovary un ufficiale sanitario ed il padre di lei un fattore benestante; secondo il filosofo francese Taine, inoltre, un racconto naturalista si erige sempre su tre punti chiave: milieu, moment e race, cioè ambiente, eredità e razza. La descrizione di situazioni, stati d’animo e sentimenti dei protagonisti è in effetti, sotto il nostro punto di vista, soprattutto influenzata dagli ambienti(l’elemento che maggiormente ci ha colpiti è stata la finestra della mansarda, spazio di confine tra l’interno e l'esterno, che consideriamo una specie di “confine” tra il mondo dell'interiorità e quello dell'esteriorità, ciò che Emma vorrebbe e ciò che è la realtà): un chiaro esempio lo si può riscontrare nelle sofferenze della protagonista causate proprio dal luogo di provincia in cui vive che sembra soffocarla, intristirla ed esarperarla, sognando lei da sempre una vita sfarzosa ed elegante che non le verrà mai concessa, come spesso capitava alla stragrande maggioranza delle donne dell’epoca. Il romanzo di Flaubert sembra infatti essere tratto da una storia reale, quella di Delphine Delamare, giovane donna che dopo aver ripetutamente tradito il marito si suicida somministrandosi del veleno. All’epoca l’uscire fuori dagli schemi, il non rispettare le usanze ed avere propri ideali non condivisi dalla popolazione era considerato una sottospecie di “reato”, se così lo si può definire, ed al fine di non subire offese, o di cadere sotto le maldicenze del popolo, ognuno si teneva a rispettare le tradizioni, non possedendo alcuna libertà di pensiero. Proprio qui troviamo il “caso”, l’elemento principe del racconto naturalista, quella situazione diversa dalle altre che crea scalpore poiché non rientra nella normalità, nella “natura”. Altro tratto saliente della letteratura di Flaubert è l’impersonalità, ovvero un metodo di scrittura attraverso il quale l’autore non entra mai nel testo per esprimere pareri o interagire con i personaggi come invece accade in Manzoni, ma commenta e denuncia attraverso protagonisti e descrizioni dettagliate, tecnica utilizzata molto spesso anche da G. Verga. Così, l’autore può essere definito eterodiegetico cioè è esterno alla storia, e al contempo non onniscente, a differenza del Manzoni.
Sebbene Flaubert ricorra molto frequentemente a descrizioni precise e dettagliate facendo sì che il testo risulti tutt’altro che fluido e scorrevole, la trama in sé compensa attraendo l’attenzione del lettore sulla complessità delle vicende raccontate non comuni ed intriganti. La protagonista, effettivamente, è del tutto fuori dal comune e non rappresenta un personaggio positivo poiché tradisce, trascura il suo ruolo di madre e si indebita fino all’osso durante un periodo di debolezza. Eppure ognuno di noi può essere considerato un po’ Emma Bovary: ella, infatti, compie tutti quegli atti orrendi ad un solo scopo, raggiungere la tanto stimata felicità che attendeva sin da bambina. Al contrario di molti stimo parecchio Emma per il suo coraggio ed il suo non arrendersi mai, e credo che le sue azioni per quanto terribili ed ingiustificate siano solo la conseguenza del suo essere un’incorreggibile sognatrice insoddisfatta della realtà che la circonda.