C’era una volta di Agatha Christie


Introduzione


C’era una volta di Agatha Christie è un romanzo scritto pubblicato nel 1945 e tradotto poi successivamente nel 1949 in italiano, io ero in possesso della versione del 1985.
L’azione di questo libro si svolge a Tebe in Egitto, sulla riva occidentale del fiume Nilo, nel 2000 circa avanti Cristo.

Commento personale


Io penso che sia davvero un ottimo libro, con una storia molto avvincente e soprattutto usa tecniche per mantenere il lettore incollato alla storia, come ad esempio la suspense, imponendo le incognite ai delitti che avvengono lungo il corso della storia e tirandoli avanti per molto tempo lungo il racconto, soprattutto il delitto principale, che si tratta di chi è l’assassino di tutti i delitti, che viene iniziato circa alla 30° pagina (basandomi sulla mia versione) e finito nell’ultima pagina. La storia poi si conclude sul finale con un colpo di scena, e una decisone d’amore.
Nel libro sono indicate molte usanze che come detto dall’autrice stessa nell’introduzione sono veritiere, e la trama e i personaggi le sono stati ispirati da alcune lettere della XI dinastia ritrovate durante una spedizione del Metropolitan museum of art di New York.

Usanze ricavate dal libro


Dal libro posso ricavare molte usanze del tempo.
-secondo i cibi dell’epoca ho potuto ricavare che mangiavano olive e uva oltre al resto degli alimenti basilari come la frutta e la verdura.
Come piatto particolare ho potuto trovare la quaglia cotta con porri e sedano (Esa).
Come bevande particolari invece ho trovato il vino, il succo di melograno e il succo di papavero (usato come sonnifero nel caso del pastorello avvelenato).
-Come giochi per bambini ho potuto trovare la palla, il giocare con la sabbia e acchiapparella.
-Come oggetti femminili ho potuto ritrovare gioielli, amuleti in minerali preziosi o in materiali comuni, oggetti da toeletta(Nofret), profumi, oli profumati e unguenti (Esa).
-Per la divisione sociale ho potuto ritrovare il ruolo del nomarca ritenuto molto importante all’epoca(nel caso in cui Imhotep scrive una lettera con gli altri sacerdoti del ka alla moglie defunta per pregarla di fermare l’assassinio dei suoi figli, e quindi figli di entrambi), poi c’era un forte razzismo verso le classi minori ad esempio nel caso del pastorello, che viene ritenuto stupido dagli altri componenti della famiglia, infatti il suo personaggio rappresenta un bambino non particolarmente intelligente che si fida ciecamente del padrone.
Ho potuto vedere anche l’importanza dei sacerdoti (nel caso del padre, Imhotep che è sacerdote del ka, e è capo del terreno in cui vive la sua famiglia, e anche di appezzamenti al nord, quindi ha un ruolo molto potente).
Ho potuto vedere che le donne restavano la maggior parte della giornata nel gineceo insieme quindi alle altre donne della famiglia.
-Per la religione ho potuto trovare i sacerdoti del Ka(Imhotep), che rivestivano un ruolo politico molto importante visto che avevano in dotazione molti terreni. Poi il fatto che per pregare o parlare con persone nel mondo dei morti (la madre di Yamhose, Sobek e Remisemb), scrivessero lettere su carta e facessero sacrifici e oltretutto, le considerassero come persone in carne e ossa in un mondo simile al nostro, in cui vivevano i morti (visto che speravano che la madre potesse fermare i delitti che credevano compiuti da Nofret).
-Per il culto dei morti ho potuto ottenere molte informazioni. Prima di tutto chiamavano due o più imbalsamatori professionisti che imbalsamavano la persona anche con lenzuola ritrovate in casa (quando Henet prese le lenzuola della madre defunta per darle agli imbalsamatori per imbalsamare Esa). Prendevano gli oggetti preziosi della persona per inserirli nella tomba (che l’avrebbero poi dovuta accompagnare nell’altro mondo), che poi successivamente muravano. Le tombe erano costruzioni complesse perché che erano dotate di più entrate con alcune cieche che non portavano a niente. Durante la chiusura della tomba, quindi il funerale, facevano dei riti considerati da loro magici. Il funerale aveva spesso costi elevatissimi (per quelle classi sociali), visto che bisognava seppellire tutti gli oggetti di quella persona che non sarebbero quindi stati ereditati, e anche la mummificazione e i riti come la costruzione della tomba erano molto cari (ad esempio infatti erano praticati solo dalle classi sociali molto ricche perché le classi più povere non potevano permetterselo).

Trama


La storia narra di Remisemb, la protagonista di questo libro, che ha perso il marito da poco (dopo essersene andata con lui, 8 anni prima, e aver avuto una figlia da lui di nome Teti),ritorna a casa di suo padre(che era un sacerdote),e li rincontra i fratelli e tutte le presone che vivevano lì prima che eli sene andasse, in un primo momento quindi pensava che tutto fosse rimasto uguale e nessuno e nulla fosse cambiato, quindi anche lei sarebbe ritornata come prima e avrebbe dimenticato il dolore lasciato dalla perdita di khay(il marito). Durante quel periodo il padre era assente e pareva che la casa fosse in una situazione di tranquillità, successivamente con l’arrivo del padre arrivano i problemi, visto che il padre andato in visita ai possedimenti a nord, portò con sé una concubina trovata a Menfi, di nome Nofret.
Fin dall’arrivo questa nuova persona portò zizzania tra la famiglia visto che, per i figli il fatto che loro rispettassero sempre il padre e volessero pure richiedere di diventare soci legalmente, in modo da poter amministrare la proprietà completamente senza limitazioni durante l’assenza del padre e si vedessero improvvisamente l’attenzione del padre e le sue ricchezze, a rischio di essere portate via da un’estranea.
Questa sensazione salì ancora di più dopo l’episodio di Khait(moglie di Sobek, uno dei due figli di Imhotep, il padre).
Khait stava al lago con i suoi figli a giocare quando arrivò Imhotep con Nofret, appena arrivati Nofret chiese a Imhotep se non gli dava fastidio il rumore dei bambini(figli di Khait)che giocavano, Imotep sul momento rispose che era sempre successo e non ci aveva mai fatto caso, allora Nofret lo convinse che un uomo come lui merita di avere dei momenti di riposo in tranquillità e quindi poi, disse a Khait di portare via i bambini, Khait si arrabbiò molto e cercò il sostegno di Imhotep che però diefse Nofret, cacciando Khait.
Alcuni giorni dopo arrivò Kameni (uno scriba venuto dalle piantagioni del nord, e lontano parente della loro famiglia), che portò la notizia di problemi al nord.Imhotep deve scappare lasciando Nofret sola, Improvvisamente così tutti hanno un motivo per uccidere la ragazza, e quando alla fine Nofret viene ritrovata morta ai piedi di una collina, una morte accidentale sembra meno che probabile. La pretesa che Nofret non sia stata uccisa sta cominciando a diventare realtà quando anche Satipy muore: sembra che si sia gettata in preda al terrore dalla stessa collina in dalla quale è caduta Nofret, mentre ci stava camminando con Yahmose. Era lo spirito vendicativo di Nofret quello che Satipy ha visto sopra la spalla del marito? Queste chiacchiere prendono sempre più piede quando Yahmose e Sobek bevono del vino avvelenato. Quest'ultimo muore, ma Yahmose riesce a sopravvivere, avendo bevuto meno vino. Qualcuno afferma di aver visto il fantasma di Nofret mettere il veleno nella brocca per vendicarsi.
Ipy comincia a spadroneggiare, e comunica a Henet che la farà cacciare da suo padre Imhotep, ma il giorno dopo viene trovato affogato nel lago.
Kameni sembra essersi innamorato di Renisenb, e le chiede di sposarlo. Indecisa tra lui e Hori, l'uomo che conosce da sempre, lascia la decisione nelle mani del padre, che la fa fidanzare con Kameni. La ragazza si rende conto che il rapporto tra il suo promesso sposo e Nofret era molto stretto, e che la gelosia potrebbe averla portata a comportarsi in quel modo così odioso.
Mentre Renisenb, Hori ed Esa cominciano a pensare alla possibilità di un assassino umano, anche Ipy, uno dei possibili omicidi, viene trovato morto annegato. Esa cerca di tirare allo scoperto il colpevole imbastendo una trappola, ma anche lei viene uccisa, con un unguento avvelenato. La schiava Henet, che detiene adesso il potere, viene soffocata con dei rotoli di lino.
È sulla stessa collina dalla quale è caduta Nofret che l'assassino compie il suo ultimo gesto. Renisenb, che si trova proprio lassù, sente dei passi dietro di lei e si volta, trovandosi davanti lo sguardo pieno d'odio del fratello Yahmose. Paralizzata dalla paura, Renisenb capisce che Satipy prima di cadere non stava guardando con paura qualcosa dietro Yahmose, ma proprio il marito. Il suo avvelenamento causato dal vino era molto meno dannoso di quello del fratello, in modo da far credere che l'assassino ce l'avesse pure con lui. Prima che Yahmose possa uccidere Renisenb, Hori lo uccide e salva la ragazza. A quel punto Reninseb deve decidere quale dei due scriba vuole sposare: Kameni, un ragazzo vitale, o Hori, l'uomo che le ha salvato la vita e che ha sempre conosciuto. Renisemb infine fa la sua scelta: Hori.
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