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Il Nome Della Rosa

Riassunto

L’azione si svolge nel 1327, in un’abbazia benedettina posta in. Il racconto è diviso in sette giorni, ritmati secondo i vari offici liturgici della giornata.
In novembre il novizio benedettino Adso accompagna in un’abbazia del Nord Italia il suo maestro, frate francescano Guglielmo, incaricato di indagare sulla morte di un monaco benedettino e di fare da mediatore tra la delegazione papale e quella francescana che, in quei giorni, si sarebbero incontrate in quella stessa abbazia.
1. Appena arrivati l’abate li informa circa la morte di Adelmo, ritrovato morto in un precipizio. Pregandoli di indagare sul delitto pone loro un solo limite, quello di non entrare mai in biblioteca, poiché conteneva dei testi profani.
2. Successivamente di verifica la scoperta di un nuovo cadavere, quello di Venanzio, il traduttore di manoscritti. Indagando Guglielmo deduce la morte di Venanzio aveva a che fare con uno strano libro che la biblioteca celava. Così durante la notte si avventura nello scriptorium per cercare prove.

3. Più tardi si ritrova anche il cadavere di Berengario, aiutante bibliotecario, precedentemente sospettato. Parlando con Severino l’erborista, Guglielmo scopre che la morte è stata provocata da un veleno che lo stesso erborista ricordava essergli stato sottratto parecchi anni addietro.
4. Il giorno successivo giungono nell’abbazia le delegazioni dei minoriti e degli avignonesi, guidati da Bernardo Gui noto inquisitore dell’epoca..
5. Il quinto giorno è dominato dalla disputa tra i sostenitori della regola francescana e gli oppositori a questa. Nello stesso tempo l’abbazia viene sconvolta da un nuovo delitto: Severino viene ritrovato assassinato nel suo laboratorio insieme al cellario Remigio che viene subito fatto processare da Bernardo che convinto di aver risolto il caso riparte per Avignone.
6. Il giorno seguente, però, Malachia cade morto davanti a tutti, anch’egli stroncato dallo stesso veleno letale.
7. Intanto Guglielmo entrato nottetempo nella biblioteca scopre il colpevole dei numerosi delitti, il monaco cieco Jorge da Burgos, che aveva cosparso un libro profano di un veleno letale che si trasmetteva al tatto così da non dare scampo a chi lo avesse sfogliato. Nel frattempo si perpetrava l’ultimo delitto: Jorge aveva rinchiuso l’abate in una stanza dove questo sarebbe morto per asfissia. Jorge, a quel punto smascherato, tenta di distruggere il libro; così appicca un incendio con una lampada ad olio e subito vi getta il libro maledetto. Le fiamme non smetteranno di bruciare per ben tre giorni e oltre alla biblioteca divoreranno l’intera abbazia.

Personaggi

Adso: novizio benedettino;
Frate Guglielmo da Baskerville: personaggio principale;
Remigio: cellario;
Salvatore: uno dei monaci;
Severino: erborista;
Malachia: il bibliotecario;
Jorge da Burgos: monaco cieco di circa 80 anni;
Berengario: giovane aiuto bibliotecario;
Nicola da Morimondo: vetraio;
Bernardo Gui: inquisitore.
I personaggi vengono presentati per mezzo di una combinazione delle tecniche narrative: l’autore offre una descrizione fisiognomica precisa e minuta, seppur generalmente esposta con tratti essenziali, ma lascia alle loro azioni e al loro comportamento il delinearsi della loro personalità.

Chi è Guglielmo?

Guglielmo è un frate francescano dell’età di circa 50 anni, molto magro, di notevole statura, occhi acuti e penetranti, naso affilato e faccia lentigginosa. Possiede una grande cultura, ha una conoscenza generale di ogni disciplina, fatto che gli permette di affrontare ogni situazione con la giusta sagacia e prontezza nell’agire. L’uomo è infatti curioso, avido di sapere ed affascinato dal progresso tecnologico. È anche descritto come molto testardo e troppo sicuro di sé e della sua superiorità culturale. Dopo aver abbandonato il mestiere di inquisitore, ritenuto da lui immorale e non adatto alla sua personalità, gli viene affidata dall’imperatore la difficile missione di riconciliare le diverse fazioni della Chiesa, in un periodo caratterizzato dalla diffusione di movimenti ereticali. Simboleggia dunque la razionalità e il desiderio di conoscere la verità.

Chi è Adso?

Adso è un giovane novizio benedettino, che segue il suo maestro in ogni impresa con immenso entusiasmo. A causa della sua giovane età e inesperienza dimostra spesso una certa ingenuità, come quando cede alla passione con una giovane contadina che incontra nell’abbazia, fatto che lo sconvolge e che non riuscirà mai a dimenticare. Egli ricorda i sette giorni nell’abbazia terribili ma indispensabili per la sua crescita spirituale ed intellettuale. Simboleggi quindi l’innocenza e i timori dell’adolescenza.

Narratore

Il narratore è interno, in quanto colui che racconta è uno dei protagonisti (Adso); egli descrive la vicenda dopo molti anni dagli avvenimenti, infatti, in alcuni passaggi, fa capire di conoscere come continueranno gli eventi, fornendo piccole anticipazioni.
Sequenze:
Sono presenti tutti i quattro tipi di sequenze (dialogica, narrativa, descrittiva, riflessiva) e molta importanza hanno soprattutto quelle descrittive e riflessive. Le descrizioni presenti inquadrano soprattutto l’ambiente, spesso molto importanti per la lettura di indizi, dai quali vengono formulate ipotesi che sono presenti nelle sequenze riflessive.
TEMPO:
A grandi linee, l’ordine delle narrazioni coincide con lo svolgersi dei fatti, ma sono presenti analessi e prolessi. Con le analessi si analizzano le vite passate di alcuni monaci e le vicende storiche di quegli anni, mentre le prolessi sono in sostanza le anticipazioni che il narratore fornisce sull’esito delle vicende; per quanto riguarda la durata la storia occupa un tempo complessivo di 7 giornate, le quali sono divise in periodi corrispondenti alle ore liturgiche (mattutino, laudi, prima, terza, sesta, nona, vespro, compieta, notte).

Spazio

La vicenda si svolge prevalentemente in un’abbazia benedettina situata in un’area “imprecisa tra Pomposa e Conques’’. Il luogo non possiede comunque un’importanza rilevante ai fini della storia.

Descrizioni Ambiente

Tutti gli ambienti sono sempre descritti in modo molto particolareggiato. La prima delle descrizioni dove l’autore pone una maggiore attenzione è quella del portale istoriato della chiesa le cui immagini lo portano a provare una sensazione di grande sbigottimento e paura. Altra descrizione alquanto significativa è quella dello scriptorium, dal quale l’autore rimane profondamente colpito per la grandezza e lo splendore.

Fabula e Intreccio

Nella narrazione fabula e intreccio non coincidono mai: Adso scrive infatti un racconto a posteriori, quando ha ormai circa ottant’anni. In questo modo il narratore conosce già i fatti avvenuti e talvolta non li racconta nel loro ordine cronologico. Nella storia sono infatti presenti numerose digressioni; anche durante i sei giorni di racconto, alcuni fatti non sono posti nell’ordine in cui sono avvenuti: durante il colloquio di Guglielmo e Adso con l’abate, quest’ultimo riprende l’episodio della morte di Adelmo, avvenuta giorni prima. Infine il racconto stesso è impostato come il ricordo di Adso da Melk, che ormai vecchio, racconta la macabra avventura vissuta in gioventù.
Linguaggio
Il linguaggio è per lo più formale anche se vi sono alcuni discorsi diretti in forma gergale come quelli che fa Salvatore

Le monosequenze sono i sette giorni

ESORDIO si ha quando Guglielmo ed il suo novizio Adso arrivano all'abazia per partecipare ad un incontro tra francescani e delegati del Papa. Appena entrati vengono accolti dall'abate che chiede loro di poter far luce sulla morte di Adelmo che era stato trovato morto ai piedi di un precipizio. C’è poi lo svolgimento delle vicende in crescente tensione: vengono uccisi Venanzio, Berengario, Severino e Malachia. Guglielmo interroga i monaci e dopo vari tentativi riesce ad entrare nella biblioteca. Lo Spannung, avviene invece all’arrivo della santa inquisizione, e dell’inquisitore Gui. Infine si ha lo scioglimento quando si scopre l’autore dei numerosi omicidi/la cause di tante disgrazie.

Genere letterario: Il testo è un romanzo storico e poliziesco. Storico perché racconta la vita e la società del quattordicesimo secolo, ai tempi dell’inquisizione, descrivendo accuratamente lo scandire delle giornate dei monaci benedettini di un convento situato in un tratto di Appennino non precisato.Poliziesco perché il protagonista (Adso da Melk) e il suo maestro (Guglielmo da Baskerville) devono risolvere l’enigma della misteriosa morte di alcuni monaci all’interno dell’abbazia.

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