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Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel

Tita, figlia minore, deve occuparsi della madre fino alla morte, Gertrudis e Rosaura sono le sorelle, cuoca Nacha, domestica Chencha, madre Mamma Elena, padre morto, Pedro Muzquiz chiede la mano di Tita ma deve sposare Rosaura. Fin dal loro primo incontro, poco più che adolescenti, Pedro e Tita vengono travolti da un sentimento più grande di loro. Secondo un’antica tradizione di famiglia, la ragazza non può sposare l’uomo amato perché deve badare a sua madre fino alla sua morte. Tita cresce odiando l’autorità di sua madre, che da giovane è dovuta sottostare alle stesse regole della figlia. L’unica sua amica è Nacha, che le insegna il suo amore per la cucina. L’arte del cucinare diventa in quest’opera uno strumento capace di far risvegliare le emozioni più recondite dell’animo umano. Con la complicità del destino lei e Pedro si ritroveranno a vivere sotto lo stesso tetto come cognati, costretti alla castità e tuttavia legati da una sensualità incandescente. Centrale è anche la teoria dei fiammiferi, secondo la quale ogni essere umano ha dentro di sé dei fiammiferi che non possono accendersi se non con la potenza dell’amore. Finale triste ma emozionante: Tita e Pedro proveranno emozioni così intense nel loro primo atto d’amore che bruceranno vivi. Una storia d’amore in cui il cibo diventa metafora e strumento espressivo, rito ed invenzione, promessa e godimento, veicolo di comunione erotica che lega i due protagonisti. L’autrice tratta l’abbinamento cibo-sesso in modo molto leggibile e carino, dove ognuno dei due risveglia l’altro. Il cibo è visto non solo come nutrimento, ma come espressione dei nostri stati d’animo e come comunione con il nostro commensale. La protagonista metteva l’amore nei piatti però, involontariamente, a volte anche altri sentimenti, più che altro stati d’animo, che davano ai suoi piatti sapori ed effetti collaterali. Ogni capitolo inizia con una ricetta che racchiude l’amore così contrastato tra i due protagonisti. E’ un romanzo ricco dei colori e dei sapori del Sud America, che si divide in 12 capitoli che corrispondono ai mesi dell’anno e alle relative ricette.

Gennaio: Focaccine di Natale

Tita nacque prematuramente sul tavolo della cucina, tra gli odori del minestrone che stava cuocendo, del timo, del coriandolo e della cipolla. La bimba era così sensibile che già quando si trovava nella pancia della mamma, quando questa tritava le cipolle, non smetteva più di piangere e il suo pianto veniva sentito anche dalla cuoca. Alla nascita pianse talmente tanto che Nacha, con le sue lacrime, evaporate con l’effetto del sole, ricavò un sacco di sale da 5 kg. Questa nascita insolita determinò l’amore di Tita per la cucina. Due giorni dopo la nascita della bambina muore suo padre e Mamma Elena perde il latte, così Nacha si prende cura della bimba. All’età di 15 anni Tita disse alla madre che Pedro voleva parlarle. Donna Elena intuì subito l’argomento della conversazione spiegandole che il matrimonio sarebbe stato impossibile, perché, in quanto figlia minore, avrebbe dovuto occuparsi di lei fino alla morte. La ragazza non era d’accordo con questa tradizione famigliare, ma doveva ubbidire. Così, quando si presentò il ragazzo, Mamma Elena “propose” la figlia Rosaura, di due anni maggiore di Tita e disponibile al matrimonio. Il ragazzo accetta di sposare la sorella pur non amandola, solo per restare vicino all’amata. Un anno dopo, durante la cena di Natale, Tita notò lo sguardo di Pedro alle sue spalle e lo sentì così ardente da bruciarle la pelle. In quel momento capì ciò che prova una frittella quando entra in contatto con l’olio bollente. La sensazione di calore le aveva invaso tutto il corpo e dovette allontanarsi dallo sguardo del ragazzo. In seguito, in cucina, quando si trovarono da soli, Pedro le confessò il suo amore e altrettanto fece lei, anche se entrambi sapevano che era impossibile.

Febbraio: Torta Chabela

Tita e Nacha preparano la torta di nozze con 170 uova (vengono conservate dall’estate con grasso di montone) e Nacha ha dovuto castrare i polli per farli diventare capponi. L’incombenza cade su loro due perché Nacha è esperta in cucina e Tita per punizione, perché si è rifiutata di essere presente, con la scusa del mal di testa, il giorno in cui erano venuti a chiedere la mano di sua sorella. Tita piange, Nacha la consola e asciuga con il grembiule le sue lacrime. Per preparare la torta impiegarono più tempo del dovuto in quanto il composto non riusciva ad addensarsi a causa delle lacrime della fanciulla. Nacha, aiutando la giovane in quello stato, fu invasa da una grande nostalgia e si ricordò quando Mamma Elena fece fuggire il suo fidanzato; da allora si accontentò di godere delle nozze altrui. Terminata la glassa, Nacha andò nella sua stanza con un forte dolore al petto, pianse tutta la notte e non ebbe la forza di assistere alle nozze. La trovarono morta con la foto del fidanzato tra le mani. Nel giorno del matrimonio Tita si fa forza e non piange. Durante il banchetto Tita incontra Pedro che le confessa di aver raggiunto quello che desiderava, cioè di stare vicino alla donna che ama. Da quel momento le nozze ebbero per lei un altro significato, aveva la certezza che Pedro l’amava. Al matrimonio stanno tutti male a causa della torta, infatti un’immensa nostalgia si impadronì degli invitati; dopo aver assaggiato la torta incominciarono a piangere, rimpiangendo l’amore della loro vita e a non sentirsi bene di stomaco. L’unica persona che non ebbe reazione fu Tita. Mamma Elena la bastonò, accusandola dell’intossicazione degli invitati e, dal forte dolore, dovette rimanere a letto per due settimane.

Marzo: Quaglie ai petali di rosa

Alla morte di Nacha, Tita viene nominata cuoca della fattoria. Dopo la perdita della cuoca-amica, Tita si sente molto sola e Pedro, nel tentativo di aiutarla a farsi forza, le regala un mazzo di rose, ma rosaura, in attesa del primo figlio, vede la scena e incomincia a piangere. Tuttavia Tita non vuole buttare le rose e così prepara una ricetta preispanica con le quaglie. Durante la cena, pareva che per uno strano fenomeno di alchimia il suo essere si fosse dissolto nella salsa di rose, nelle quaglie e nel vino. In questo modo penetrava nel corpo di Pedro, voluttuosa, aromatica, ardente, sensuale. Era come se avessero scoperto un nuovo codice di comunicazione, in cui Tita era l’emittente, Pedro il destinatario e Gertrudis, l’altra sorella, la fortunata nella quale si creava, grazie al cibo, la sintesi di questo singolare rapporto sessuale. Gertrudis sudava copiosamente e andò a fare una doccia, ma il calore emanato dal suo corpo era così intenso che le assi, sotto i suoi piedi, incominciarono a bruciare, quindi uscì dallo stanzino nuda e nel frattempo l’odore di rose che emanava il suo corpo arrivò fino alla periferia del paese e avvolse un seguace di Pancho Villa, che era entrato in paese una settimana prima e aveva notato Gertrudis. Così Juan partì al galoppo abbandonando la battaglia e, trovando Gertrudis nei campi nudi, la portò via. In seguito si seppe che la ragazza lavorava in un bordello della frontiera e Mamma Elena, saputa la notizia, fece bruciare tutte le sue foto e il certificato di nascita.

Aprile: Mole di tacchino con mandorle e sesamo

Festa in onore di Roberto, figlio di Pedro e di Rosaura. Tita è in cucina a preparare il tacchino e cantava. Pedro, che era nella sala accanto e la sentiva cucinare, provò nuove sensazioni. Il baccano delle pentole, l’odore delle mandorle abbrustolite, la melodiosa voce di Tita che cantava cucinando, avevano risvegliato il suo istinto sessuale. Pedro decide di entrare in cucina non potendo resistere ai profumi che lo raggiungevano e trova Tita in ginocchio che macinava le mandorle e il sesamo e, sotto la camicetta, i seni le oscillavano liberi perché lei non portava il reggiseno. Immediatamente i loro sguardi eccitati si fusero, Tita smise di macinare, si raddrizzò e fece vedere con orgoglio il petto e, dopo quel penetrante sguardo che aveva trapassato i vestiti, tutto sarebbe stato per sempre diverso. Il ragazzo rimane in estasi, ma arrivando Chencha esce dalla cucina e Tita, con le mani tremanti, continuò a preparare il mole come se non fosse accaduto nulla. La ragazza pensa che Pedro, non facendole più i complimenti per i suoi piatti, si fosse innamorato della sorella, così di notte, disperata, inventava nuove ricette con l’intenzione di recuperare la relazione che si era stabilita tra lei e Pedro attraverso il cibo. Tita non sapeva che Mamma Elena aveva proibito a Pedro di fare apprezzamenti sul cibo in quanto Rosaura, per la gravidanza, era diventata grossa e molto golosa. Tita assiste la sorella durante il parto e in seguito viene assunta una balia per nutrire il bimbo,ma durante una rivolta questa viene uccisa, così per un fatto sopranaturale, dal seno di Tita uscì del latte; in tal modo potè nutrire Roberto, all’insaputa di tutti, tranne che di Pedro. La festa per il battesimo fu un successo. Donna Elena, avendo visto una scintilla negli occhi di Tita e Pedro, ha ritenuto opportuno far trasferire Pedro e la famiglia a San Antonio.

Maggio: Salsiccia del Nord

Tita, dopo che la sorella, il nipote e il cognato si sono trasferiti, aveva perso ogni interesse per la vita. Dovevano preparare delle salsicce utilizzando della carne di maiale e poi conservarle durante l’inverno dato che dopo la visita dei soldati dell’esercito rivoluzionario rimase ben poco cibo. Questi uomini rubarono galline, grano, piccioni e poi se ne andarono intimoriti dal fucile di Mamma Elena e dai suoi sguardi truci. Tita, trovando un pulcino di piccione, l’unico sopravvissuto, lo accudì. La ragazza era sempre al servizio della madre e anche per fare il bagno chiedeva sempre l’aiuto della figlia. Preparando le salsicce si ricordò di una notte d’estate quando nel buoi Pedro la baciò e la invitò ad accarezzargli il corpo, ma in quell’episodio sua madre urlò per sapere dove si trovasse e per non farsi scoprire tornò subito in camera sua. Non avendo avuto più notizie della figlia Rosaura manda un bracciante a San Antonio, il quale torna annunciando che il piccolo Roberto è morto. Tita e Chencha piangono, ma la madre le esorta a lavorare e a non piangere. Tita si ribella, fa a pezzi le salsicce e dopo che sua madre la colpì in faccia con un cucchiaio di legno, andò nella colombaia con il pulcino di piccione che però morì. Il giorno seguente Chencha cerca di fa scendere la ragazza ma questa sembra impazzita, così la madre fa chiamare il medico, il Dottor Brown per portarla in manicomio.

Giugno: Miscela per fare i fiammiferi

Contrariamente a quanto Mamma Elena aveva chiesto al dottore John Brown, invece di lasciarla in un manicomio, l’aveva portata a vivere con lui. Con le parole affettuose e le attenzioni del dottore, Tita si sentiva ogni giorno meglio. All’inizio non parlava e mangiava poco. Un giorno si accorge che in un’altra stanza un camino diffondeva nell’ambiente un odore gradevole e famigliare; era una signora sull’ottantina che preparava il the e assomigliava molto a Nacha, così andò lì ogni giorno, ma a poco a poco, al suo posto vi trovò il Dottor Brown e la stanza si era trasformata in un laboratorio, dove il dottore si dedicava a sperimentare le sue teorie in modo specifico (la sperimentazione l’aveva ereditata dalla nonna, un’indiana kikapu che suo nonno aveva rapito e portato a vivere con lui lontano dalla tribù). A Tita piaceva molto vederlo lavorare, con lui c’era sempre da imparare qualcosa. Mentre chiacchierava con Tita, John continuò a fabbricare i fiammiferi. Nasciamo con una scatola di fiammiferi dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno, come nell’esperimento, di ossigeno e di una candela. L’ossigeno proviene dal fiato della persona amata e la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, musica, amore, parole che facciano scattare il detonatore e accendere i fiammiferi (metafora dei fiammiferi). Se non si scopre quali sono i nostri detonatori, la scatola di cerini si inumidisce, allo stesso modo l’anima va errando nelle tenebre. Per questo bisogna star lontano dalle persone che possiedono un fiato gelido perché spegnerebbero il fuoco più intenso. Tita, udendo la descrizione della nonna del dottore, si rese conto che la donna con la quale si era intrattenuta tante volte era la defunta nonna di John.

Luglio: Brodo di coda di bue

Secondo Chencha e Tita i brodi possono guarire qualsiasi malattia, sia fisica che mentale. Dopo aver assaggiato il brodo che Chencha le aveva portato a casa del dottore, Tita aveva riacquistato il senno. Quando bevve il brodo le sembrò che accanto a lei ci fosse Nacha, i giochi della sua infanzia in cucina, le focaccine di natale e al ricordo cominciò a piangere. John benedisse Chencha e il suo brodo per aver ottenuto ciò che nessuna delle sue medicine era riuscita a ottenere, cioè piangere. Il medico interruppe questi ricordi entrando nella stanza, allarmato dal rigagnolo d’acqua che scorreva lungo le scale e vedendola piangere stava per andarsene, quando lei gli parlò, dopo 6 mesi che non aveva proferito parola. Tita per festeggiare la sua guarigione aveva accettato di accompagnare John ad una festa, dove sigillarono il loro fidanzamento con un bacio. Chencha, quando tornò a casa, fu violentata da un gruppo di banditi che attaccò la fattoria e Mamma Elena ricevette un forte colpo alla schiena che le provocò una paraplegia e rimase paralizzata dalla vita in giù. Non appena ricevette la notizia Tita ritornò alla fattoria. Preparò subito il brodo di coda di bue, ma la madre sputò l’alimento affermando che fosse amaro. La ragazza aveva voglia di scappare per proteggere dalla gelida presenza di questa il piccolo fuoco interiore che John aveva acceso. Donna Elena, pensando che la figlia volesse avvelenarla, incarica Chencha di provvedere alla preparazione dei suoi pasti, ma questa, per la brutale violenza di cui era stata oggetto, si deprimeva sempre più e decise di tornare a casa propria per qualche tempo. Così Mamma Elena pensò di assumere una cuoca, poi un’altra finchè non si trovò più nessuna che volesse cucinare per lei in quella casa. Tita fu costretta a riprendere la mansione di cuoca. Dopo un mese Mamma Elena morì e al funerale giunse anche Rosaura, incinta, e pedro.

Agosto: Champandongo

Tita stava preparando la cena in quanto John sarebbe andato alla fattoria per chiedere la sua mano. Nel frattempo nacque la nipotina prematura della sorella. Tita dovette accudire Esperanza in quanto la madre era convalescente; la piccola stava sempre in cucina con lei. Appena si fu ristabilita, Rosaura chiese che la figlia, terminato di mangiare, fosse portata in camera sua, ma la bambina, che si era ormai abituata a stare al caldo in cucina, cominciò a piangere avendola allontanata dall’odore e dal calore della pentola di Tita. Pedro, incontrando Tita, cercò di convincerla a non sposare il dottore. Chencha tornò alla fattoria completamente guarita accanto al fidanzato Jesus, sua vecchia fiamma, per ricominciare una nuova vita insieme. Mentre Tita fa la doccia, scopre la sagoma del cognato che la stava guardando e scappò via immediatamente. Il fidanzamento venne formalizzato, quindi John consegnò a Tita un anello di brillanti. Terminata la festa, Tita andò nello stanzino delle masserizie a riporre una pentola di terra cotta e qui trovò Pedro, che la trascinò sul letto. Dalla camera uscì un chiarore insolito, volute fosforescenti si innalzarono in cielo come delicati fuochi d’artificio.

Settembre: Cioccolata e ciambella dell'Epifania

Tita pensa di essere incinta ma non l’aveva ancora rivelato a Pedro. Doveva preparare la ciambella dell’epifania dato che alcuni invitati sarebbero venuti ad assaggiare quella specialità. Rosaura, da quando è tornata alla fattoria, è ingrassata notevolmente e ha vari problemi di salute, infatti dorme in camera da sola. Solo ora si è decisa a confidarsi con la sorella; non l’aveva fatto prima a causa della gelosia che provava nei suoi confronti, ma vedendo, ora, che la ragazza era innamorata di John, aveva capito che avrebbe dovuto ristabilire un buon rapporto con la sorella. Con le lacrime agli occhi, Rosaura le chiese di aiutarla a riconquistare il marito. Decise di prepararle una dieta speciale per farle perdere peso, ma ciò non servì a nulla. Mentre Tita stava coprendo con un tovagliolo il recipiente dove aveva messo a riposare la pasta per la ciambella, una forte raffica di vento spalancò le porte della cucina e si trovò Mamma Elena che urlava dicendo che quello che aveva fatto con Pedro era imperdonabile e che malediceva lui e il figlio. In quel momento la sua immagine svanì ed entrò Chencha. La ciambella fu servita in tavola. Nel cortile si sentì un rumore di cavalli a galoppo e al comando del gruppo c’era Gertrudis e al suo fianco Juan, l’uomo che l’aveva rapita. La sorella, come se il tempo non fosse passato, disse che era tornata per una cioccolata calda, sapendo che quello era il giorno nel quale si mangiava la ciambella dell’epifania. Tita l’abbracciò con emozione. La vita sarebbe stata molto più piacevole se uno potesse portare sempre con sé i sapori e gli odori della casa materna. Gertrudis ora era generalessa dell’esercito rivoluzionario e si era sposata con Juan.

Ottobre: Torrejas di panna

Gertrudis, prima di andare via dalla fattoria, aveva richiesto alla sorella di prepararle il suo dessert preferito. Tita confida a Gertrudis i suoi problemi. “Il vostro amore è uno dei più veri che abbia mai visto, Rosaura conosce la verità e credo che l’abbia sempre saputo, dovete dirglielo”. Mentre le due sorelle parlavano in cucina, non si erano accorte che stava arrivando Pedro, il quale riuscì ad ascoltare il loro discorso e si commosse fino alle lacrime. In seguito a Tita, ritiratasi in camera sua, apparve nuovamente la madre e la ragazza le urlò di andarsene dato che l’aveva sempre odiata. Dopo quelle parole l’immagine della madre svanì e si trasformò in un filo di luce che uscì dalla finestra e come un petardo impazzito finì nel cortile dove si trovava Pedro ubriaco. Il petardo fece esplodere la lampada vicino a lui e il ragazzo si trasformò in una torcia umana. A Tita tornarono le mestruazioni. Pedro aveva bruciature in tutto il corpo e per la prima volta supplicò Tita di non lasciarlo. Rosaura, vista la scena, se ne andò a rinchiudersi nella sua stanza. Gertrudis dovette partire con il suo esercito. Nel frattempo stava arrivando alla fattoria John con un mazzo di fiori per Tita, ma, abbracciandola, capii che qualcosa era cambiato in lei.

Novembre: Fagioli alla tezcucana

Tita doveva preparare il pranzo per John e la zia Mary, che era venuta apposta dalla Pennsylvania per partecipare alle nozze. La ragazza che, invece, doveva annunciare l’annullamento del matrimonio, si sentiva completamente svuotata, come un piatto su cui rimangono soltanto le briciole. Cercò nella dispensa delle provviste, ma non ce n’erano, perché Gertrudis aveva esaurito tutte le scorte. Così decise di fare un piatto a base di riso con banane e fagioli. Nel frattempo porta la colazione a Pedro che pian piano si sta riprendendo e la rimprovera per non aver ancora parlato con il dottore. Torna in cucina, dove compare Rosaura, dimagrita di 30 kg per non aver mangiato una settimana e le dice che lei rimarrà sempre la moglie di Pedro, che non le farà più vedere la bambina e che dovrebbe andarsene dalla fattoria (galline si azzuffano in cortile, tornado e scompaiono dentro la terra). Si accorge che i fagioli che aveva messo sul fuoco non cuocevano; infatti Nacha diceva sempre che se due persone discutono mentre stanno preparando i tamales, questi rimangono crudi ed è necessario cantar loro una canzone per rasserenarli e così fece. L’abbagliare del cane annunciò la presenza di zia Mary e di John. Durante il pranzo Tita spiegò al medico che non poteva più sposarlo in quanto aveva avuto rapporti con un altro uomo. John la tranquillizzò dicendole che lui non avrebbe mai cambiato idea e che lei avrebbe dovuto chiarirsi le idee e domandarsi se voleva trascorrere una vita con lui o con Pedro. Il resto del pomeriggio lo trascorsero chiacchierando in modo gradevole.

Dicembre: Peperoni in salsa di noci

Per il matrimonio di Esperanza, la nipote, e Alex, il figlio di John, Tita decide di preparare un banchetto di 20 portate, compresa la ricetta dei prelibati peperoni in salsa di noci. Tita pensava alla sorella Rosaura, morta un anno prima a causa di una congestione. Anche Gertrudis e Juan si presentano alle nozze. Pedro invita Tita a ballare un valzer e le propone di sposarsi dato che avevano dovuto aspettare 20 anni e avevano rispettato il patto che lei e Pedro avevano stabilito con la sorella, cioè che per Rosaura era importante fingere che il matrimonio funzionasse e che la figlia crescesse nella famiglia. La madre si sarebbe occupata dell’educazione della bimba e la sorella solo dell’alimentazione. Quando Alex chiese la mano di Esperanza, Rosaura aveva cercato in tutti i modi di contrastarli in quanto pretendeva che la figlia avesse dovuto accudirla e quindi non sposarsi, ma Pedro e Tita l’avevano contrastata e il patto non fu rispettato; alla ragazza venne data anche un’educazione scolastica, cosa contraria per la madre. In tal modo iniziarono le forti discussioni, fino al momento della morte di Rosaura. Durante il pranzo i peperoni in salsa di noci durarono pochissimo, erano squisiti. Tutti gli invitati, assaggiando questo piatto, provarono una sensazione simile a quella di Gertrudis quando aveva mangiato le quaglie in salsa di rose e fu proprio lei che riconobbe il calore alle gambe, il pizzicorino al centro del corpo e decise di ritirarsi con suo marito prima che la situazione diventasse incontrollabile. Anche tutti gli altri invitati si accomiatarono con pretesti diversi e sguardi libidinosi. Tita e Pedro si presero per mano e si avviarono verso lo stanzino buio. Finalmente avrebbero potuto amarsi liberamente, senza paura di essere visti e senza paura di rimanere incinta. Nella stanza erano accesi 250 ceri che la illuminarono a giorno e i due amanti non notarono che in un angolo della stanza Nacha stava accendendo l’ultimo cero per poi svanire in silenzio. Con infinita tenerezza diedero sfogo alla passione per anni contenuta. In quel momento i suoi occhi chiusi si illuminarono e, davanti a lei, apparve un brillante tunnel. In quel momento ricordò le parole che un giorno John le aveva detto: “se per un’emozione molto forte si accendessero tutti insieme i fiammiferi che abbiamo dentro di noi, produrrebbero un bagliore così intenso, da mostrare più di quanto riusciamo a vedere normalmente; e allora davanti ai nostri occhi un tunnel splendente ci indicherebbe la strada che abbiamo dimenticato al momento della nascita e ci inviterebbe a ritrovare la nostra perduta origine divina. Quando abbandona il corpo inerte, l’anima desidera far ritorno al luogo in cui è venuta”. All’improvviso un silenzio mortale invase la stanza, Pedro era morto. Con lui moriva la possibilità di riaccendere il suo fuoco interiore, con lui se ne andavano tutti i fiammiferi. Doveva trovare un modo artificiale per riaccendere il fuoco che l’avrebbe portata dall’amato. Incominciando a mangiare i fiammiferi cercò di rievocare i momenti più emozionanti tra lei e Pedro. Quando il fosforo che masticava faceva contatto con l’immagine che ricordava, i fiammiferi si accendevano, in tal modo potè vedere il tunnel al limite del quale si trovava Pedro che la stava aspettando. Improvvisamente i corpi infuocati incendiarono la coperta e il fuoco si propagò in tutta la fattoria e durò per una settimana. Quando Esperanza tornò alla fattoria trovò il libro di cucina, sepolto sotto le ceneri, ora conservato dalla figlia di Esperanza. Su quel terreno sua madre fece costruire degli appartamenti e in uno, ora, vive solitario Alex, suo padre. Esperanza, per il compleanno di Alex, prepara le focaccine di Natale, come sua mamma e la prozia Tita, che versava lacrime quando preparavano le cipolle. La prozia Tita continuerà ad essere ricordata finché qualcuno preparerà le sue ricette.

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