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Agatha Christie:“Dieci piccoli indiani”

“Dieci piccoli indiani” e’ il titolo italiano del romanzo giallo “Ten little niggers”, pubblicato nel 1939 negli Stati Uniti con il titolo “And then there were none”.
L’autrice e’ la britannica Agatha Christie, nata Agatha Mary Clarissa Miller a Torquay nel 1890 e morta a Wallingford nel 1976. Figlia di padre statunitense e madre britannica, venne istruita in casa. Durante la prima guerra mondiale lavoro’ presso l’ospedale di Torquay dove imparo’ molte nozioni su veleni e medicinali, nozioni che le tornarono utili nella creazione dei suoi gialli. Nel 1914 sposo’ Archibald Christie, di cui conservo’ il cognome anche dopo il divorzio, per ragioni commerciali.
Il romanzo, forse il capolavoro dell’autrice, arrivo’ in Italia nel 1946.
Il signor Owens, proprietario dell’unica abitazione di Niggers Island, una piccola isola il cui profilo sembra la testa di un uomo nero, invita a passare il week end nella sua villa dieci persone che non si conoscono. Gli ospiti al loro arrivo non trovano il signor Owens ma i domestici Thomas ed Ethel Rogers. Viste le condizioni proibitive del mare, gli ospiti si rassegnano a rimanere, nonostante non comprendano la ragione dell’invito. Nelle camere da letto e’ stata appesa al muro una filastrocca in cui si narra che dieci negretti, uno dopo l’altro, muoiono tragicamente in modi diversi. Dopo cena una voce inumana incolpa tutti i presenti di aver commesso un omicidio. Uno di loro, Anthony Morston, ricco inglese, accusato di aver ucciso investendoli due bambini, cade morto avvelenato con il cianuro. Il mattino seguente viene trovato il secondo cadavere, la signora Rogers, uccisa con il sonnifero. Ethel Rogers e suo marito erano stati accusati di aver ucciso una donna anziana e facoltosa, di cui avevano ereditato i beni. Nella villa si diffonde il panico: i decessi sono quelli racontati dalla filastrocca. Viene trovato anche il terzo cadavere, quello dell’ex generale Melarthos, ucciso con un corpo contundente. L’anziano, veterano della prima guerra mondiale, era stato sospettato in passato di aver ucciso l’amante della moglie. L’assassino è certamente tra gli ospiti. Il giorno seguente viene trovato il sig. Rogers ucciso con un colpo di accetta e poi anche la sig.ra Brent, bigotta e puritana che aveva spinto al suicidio la sua governante, rimasta incinta e subito licenziata. Viene sospettato il dott. Armstrong ma , nella notte, anche il giudice Wongrave viene ucciso con un colpo di pistola. Armstrong sparisce e gli altri tre superstiti si rifugiano sulla spiaggia. Uno dei tre, Blanc, ex poliziotto che aveva provocato con una falsa testimonianza la condanna a morte di un uomo, torna indietro per prendere del cibo ma muore con la testa fracassata. Viene trovato anche il corpo del dott. Armstrong morto annegato. Armstrong, da giovane, aveva provocato la morte di un paziente perché ubriaco. Vera, sopravvissuta con Lombard, convinta che l’assassino sia lui, lo uccide per non essere uccisa. Ormai folle, scappa in casa e si impicca. Anni prima era stata accusata della morte di un bambino di cui era la governante.
Tutti sono morti e la polizia, giunta su Niggers Island brancola nel buio. Una lettera, trovata in mezzo all’Oceano, rivela che l’assassino aveva scelto le vittime perché tutte colpevoli di omicidio erano scampate alla condanna. L’assassino era il giudice Wargrave che, d’accordo con il dott. Armstrong, aveva finto di essere stato ucciso per muoversi più liberamente e aveva continuato ad uccidere tutti gli altri. Alla fine si era suicidato con un colpo di pistola legata ad un elastico che, dopo aver sparato, si era allontanata dal suo corpo, rendendo impossibile l’idea del suicidio. La confessione era resa solo perché gli si tributassero gli onori di dieci omicidi perfetti.
La storia si svolge in una settimana d’agosto . I fatti sono narrati cronologicamente narrati e sono interrotti da rapide digressioni sula passato dei personaggi.
Non esiste un protagonista né un investigatore.
Prevale il discorso diretto soprattutto libero. Il narratore è esterno e nascosto. La focalizzazione è esterna; il lessico semplice, la sintassi ipotattica; il livello espressivo è medio.
Giallo assolutamente appassionante ed imprevedibile, forse il migliore di Agatha Christie. Impossibile smettere di leggerlo fino alla confessione finale.
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