Crazy di Benjamin Lebert


Diversamente dalle storie di amicizie esclusive, di coppie inseparabile e complementari. I protagonisti dei brani vivono una situazione abbastanza frequente nell’adolescenza, la ricerca di un rassicurante doppio, un alter ego (“altro io”) spesso idealizzato, che li accompagni nella scoperta del mondo. Un altro fenomeno caratteristico della prima giovinezza è l’adesione ad un “gruppo” in cui sentirsi più forti e audaci. Talvolta, in senso dispregiativo, si parla di “branco”, come di una compagnia di giovani poco raccomandabili. L’appartenenza ad un gruppo è importante nell’età in cui si esce dalla tutela familiare e ci si confronta con i coetanei, aiuta nella faticosa costruzione della propria identità, fa sentire protetti anche nel mondo esterno alle mura di casa.
Nello stesso tempo il gruppo condiziona, trascina toglie le inibizioni che, preso singolarmente, ciascuno di noi avrebbe. È facile che a compiere imprese trasgressive, o addirittura teppistiche, sia un “branco” piuttosto che una sola persona. Il “branco” ha un suo indiscusso capo, il “capo-branco”, dalla personalità dominante, che organizza le imprese più ardite, seguito dagli altri, ragazzi strani: uno, obeso, si consola delle delusioni con i dolci, uno non parla mai, uno millanta conquiste femminili, uno sembra una bambina. È logico che per l’ultimo arrivato, emiplegico, siano gli altri a sembrare più “diversi” di lui. Infatti il problema di questo come gli altri “branchi” è che spesso, dopo un po’ di tempo, viene meno la spontaneità e le persone si ritrovano con una maschera e un ruolo affibbiati loro dal resto della compagnia, per cui chi gioca al capo continuerà ad essere il capo e chi è timido continuerà ad essere timido. È tempo allora di fuggire dagli angusti limiti che i compagmi ci hanno imposto e lottare per diventare noi stessi.
Crazy, pubblicato nel 1999, è diventato immediatamente un libro cult delle nuove generazioni. Il racconto del giovane Benni narra le vicende di un anno di scuola, che si concluderà con l’ennesima solenne bocciatura, nel Collegio delle Anime Nuove, vicino a Monaco di Baviera. Pur essendo parzialmente disabile fin dalla nascita, Benni non rinuncia a esperienze che lo accomunano agli altri adolescenti. Vive nel presente, tra piccole trasgressioni e il pensiero fisso del sesso, non disdegna la lettura di qualche bel romanzo e, soprattutto, ha una gran paura di crescere e di lasciare il nido protetto costruitogli dalla famiglia. Insomma, come i suoi compagni, aspirerebbe ad essere un ribelle ma gli manca il coraggio di abbandonare le sue piccole, quotidiane certezze.
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