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Trama


Nel libro “Canone inverso” viene narrato di uno scrittore il quale si reca a Vienna per assistere ai concerti Brandeburghesi . Una sera vagabondando per la capitale austriaca, decide di passare la serata in una taverna dove incontra un violinista, Jano Varga, a cui chiede di suonare un brano musicale di esemplare difficoltà. Il musicista riesce a riprodurre il brano richiesto in modo unico e eccezionale. Lo scrittore è allora incuriosito dall’ artista che pur essendo così eccelso è in realtà ridotto ad un lavoro in ambienti rozzi e poco adatti alla sua figura autorevole, come le osterie. Il giorno seguente incontra casualmente Jano, il quale inizia a narrare la propria vita che si sviluppa quasi completamente intorno ad un violino, un oggetto magico dall’aspetto misterioso e antiquato: talentuoso musicista fin dall’infanzia, il violinista, è l’erede di un prezioso violino lasciatogli da un padre mai conosciuto. Per potenziare la sua passione per la musica frequenta durante l’intero corso della propria adolescenza il Collegium Musicum, la scuola per musicisti più ambita d’Europa, dove nonostante le relazioni sociali fossero soffocate dalla disciplina, Jano intraprende uno spontaneo e sincero rapporto di amicizia con un certo Kuno Blau, proveniente da una famiglia altolocata di Vienna, e che solo successivamente si rivelerà un giovane viziato e lunatico. Terminato, infatti, il corso di studi presso il collegio, Jeno viene ospitato a casa di Kuno, per l’intera stagione estiva, al termine della quale si assiste alla fine dell’ amicizia tra i due giovani probabilmente causata da una gelosia reciproca. Solo nell’epilogo del libro il lettore viene però a conoscenza del fatto che Kuno Blau, in quanto schizofrenico raggiunge uno stato permanente di sdoppiamento mentale, assumendo continuamente personalità differenti: la sua, e quella del suo caro amico Juno.
Commento
Credo che il libro “Canone Inverso” sia coinvolgente non solo perché scritto in prima persona ma anche per la scelta dei temi trattati da Maurensig come l’amicizia, e l’immortalità. Vi è inoltre un’attenta selezione delle parole che sono in grado di evocare immagini mai scontate in quanto ricche di colpi di scena come quello presente nella parte finale dove si svela il nome del vero compratore del violino seicentesco: Gustav Bleu, lo zio di Kuno.
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