Ominide 450 punti

Joseph Conrad – Il compagno segreto: RECENSIONE
Il romanzo è ambientato in un ambiente marinaro. Il protagonista è il capitano di una nave inglese ancorata nel Golfo del Siam; egli si sente a disagio poiché è il più giovane ed è nuovo e quindi non ha relazioni con nessun membro dell’equipaggio. Il capitano scorge a poche miglia tra le isole una nave, che poi con le conoscenze del secondo ufficiale si rivela essere la Sephora, una nave di Liverpool. La sera decide lui stesso di fare la guardia di porto, così tutti i marinai vanno a dormire, e il capitano rimane da solo. Assorto nei suoi pensieri, è sconvolto dalla vista di un uomo nudo dall'aspetto cadaverico, illuminato da un terrificante bagliore verde.
Il suo nome è Leggatt e, fatto salire a bordo dal capitano, gli racconta la sua storia: il giovane proviene dalla Sephora ed è fuggito perché vuole scampare alla cattura per aver ucciso in un momento di rabbia un marinaio. Il capitano, allora, decide di aiutarlo dandogli il suo secondo pigiama e ospitandolo in segreto nella sua cabina. Qualche tempo dopo il capitano Archbold della Sephora visita la nave e il capitano, con meticolosa cortesia, lo accompagna facendogli visitare tutte le stanze, e dicendogli che l’assassino che sta cercando non era mai salito. Da quel momento comincia il viaggio con il misterioso clandestino a bordo. Il capitano della nave instaura un forte legame di amicizia con Leggatt, e ogni sera bisbigliano confidenzialmente. Il capitano trova nella sua cabina un nascondiglio per Leggatt, invisibile agli ufficiali che sarebbero dovuti venire in cabina. Così Leggatt vive continuamente nascosto mangiando cibo in scatola, mentre il capitano vive con l’ansia che l’amico sia scoperto, a volte assumendo atteggiamenti sospetti dinanzi agli ufficiali. Giorno per giorno il rapporto tra i due si rafforza, fino a che Leggatt decide di andarsene per vivere su un isola, “scomparendo dalla faccia della terra”. Il capitano anche se tristemente lo comprende e decide di modificare la rotta verso le isole vicine con la scusa di cercare qualche brezza di terra per far camminare la nave. Arrivati accanto all'isola, Leggatt riceve in dono dal suo amico tre monete e un cappello bianco, dopodiché svanisce. Con l’avvento delle tenebre la rotta della nave si rivela essere molto pericolosa: l’imbarcazione è infatti in rotta di collisione. Con l’oscurità, però, è impossibile capire dove si sta andando e, in mezzo alla disperazione, il capitano vede sul mare il cappello donato a Leggatt: grazie a questo riesce ad avere un punto d’orientamento con il quale evita lo schianto della nave.

Il romanzo è in parte autobiografico, in parte psicologico. Infatti è autobiografico perché lo stesso Conrad è stato marinaio (anche se non ha mai salvato un uomo come Leggatt), mentre assume un aspetto psicologico poiché Leggatt diventa un alter-ego, lo specchio magico dove il capitano specchiandosi vede il mito di se stesso, l’apice di ogni suo aspetto. Il contrario è da dire di Archbold, il capitano della Sephora, visto dal capitano come una preda, un uomo annegato dai difetti della viltà e dell’ingenuità, e incapace di governare la nave nel pericolo. Inoltre, il fatto che il romanzo sia narrato in I persona agevola l’introspezione del personaggio.
Questo romanzo mi è piaciuto molto perché rivela il vero valore dell’amicizia, che rende benefici a tutti e due gli uomini: il capitano aiuta Leggatt facendolo rifugiare sulla sua nave, mentre Leggatt, anche se indirettamente, salva il capitano dalla collisione perdendo in mare il cappello donatogli, che diventa il punto di riferimento del capitano per salvarsi.

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