Johann Wolfgang Goethe, Canto di Chiaretta

Essere tutto gioia
patimento
e pensieri,
trepidare
nell’incerto tormento
levando l’esultanza fino al cielo,
a morte contristati.
Felice è solo l’anima
che ama.

commento: Quest’opera rispetta la brevitas, contemporaneamente aderisce al canone della dottrina ovvero della ricchezza contenutistica, e al canone del labor lime ovvero la raffinatezza formale. L’autore intende essere tutto gioia patimenti e pensieri, cioè gioire e soffrire insieme (carme 65 di Catullo odi et amo). L’anima quando ama da un lato gioisce dall’altro lato soffre. Patimento deriva dal latino patior però da questo termine deriva anche passione. Il concetto di passione ambivalente: la passione può essere sublime oppure qualcosa che arreca sofferenza. Inoltre è come se i pensieri si accumulassero, come se la passione d’amore fosse un tormento, una tortura in continua ricerca. L’esultanza si alza fino a toccare il cielo, però contemporaneamente siamo contristati a morte, c’è una tristezza che viviamo e che deriva da una forma di inquietudine. La conclusione è data dall’esplicazione del concetto di felicità che dovrebbe essere una forma di autorealizzazione.

Essere tutto gioia
patimento
e pensieri,
trepidare
nell’incerto tormento
levando l’esultanza fino al cielo,
a morte contristati.
Felice è solo l’anima
che ama.

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