Ambito letterario

Cicerone è sia un oratore che un politico, quindi nella prima fase pone l’arte del parlare al servizio della politica. Inizialmente difende gli equestri, successivamente il senato, ovvero i nobiles.
L’humanitas è un termine che diventa fondamentale nei secoli successivi. Da questo termine deriva anche homo e humus (terra). Non può però essere tradotto con umanità, infatti esprime un concetto politico-filosofico, che corrisponde ad un complesso di valori, ovvero quelli che contribuiscono ad una vita raffinata, equilibrata, colta, tutti i valori che formano il cittadino, che danno la capacità di distinguere il bene dal male. Le virtù del civis sono sia di carattere morale che militare. Inoltre nell’humanitas confluiscono impegno politico e cultura filosofica. Alla base del pensiero di Cicerone c’è il tentativo di conciliare due aspetti: il mos maiorum, le tradizioni che i romani dovevano sempre tenere presenti e la cultura greca, che si diffonde tra il I ed il II secolo, ma non è Cicerone il primo a diffondere ciò. Dalla conciliazione di questi due elementi si dà vita ad una nuova visione del cittadino, che deve essere utile per lo stato, ma non si deve chiudere in una visione troppo ristretta. Dopo l’espansione dei romani, questi vengono a contatto con nuove culture e conquistando prendono anche bottini; quindi il mos maiorum non basta più per definire l’uomo “moderno”.

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