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Catullo - Indicazioni biografiche


Di Catullo abbiamo pochissime indicazioni biografiche. Sappiamo che visse nel I secolo a.C., secolo tragico della storia di Roma (dittatura di Silla, liste di proscrizione, triumvirati, lotte civili, guerre), durante il quale Roma è quasi ininterrottamente devastata da guerre interne. La data di nascita e morte sono difficilmente identificabili, ma sappiamo che vive molto poco: muore a circa 30 anni.
Catullo proviene dalla Gallia Cisaplina, e più precisamente da Verona e la sua è una famiglia aristocratica e altolocata. Questo è testimoniato dal fatto che Cesare di ritorno dalla Gallia si ferma proprio in una villa di suo padre a Sirmione. Quelle che noi chiamiamo le grotte di Catullo sono secondo la tradizione i resti di questa villa, anche se in realtà non c’è nulla che attesti che fosse davvero la sua. È di sicuro una villa aristocratica, perché è molto ampia ed è posizionata all’estremità della penisola, circondata dal lago su tre lati, ma non ci sono testimonianze che la identifichino.
Come tutti i giovani aristocratici si reca presto a studiare a Roma. Lì non si occupa di politica, che non gli interessa, ma si dedica alla vita agiata e sfaccendata dei giovani aristocratici. È qui che redige i suoi carmina, le sue poesie.
Un altro dei pochi elementi biografici che conosciamo è un viaggio che ha compiuto in Bitinia (regione dell’attuale Turchia settentrionale, si affaccia sul Mar Nero, vicino allo stretto dei Dardanelli). Viaggiare a quell’epoca era estremamente rischioso e comportava grossi pericoli, ma lui intraprende questo viaggio per motivi economici. Segue infatti un propretore (governatore di una provincia), Mennio, nella speranza di trovare qualche guadagno. Tuttavia non riuscirà a cogliere le occasioni giuste per arricchirsi.
Di ritorno dal viaggio si ferma nella Troade (altra regione dell’Asia Minore, dove si trova Troia), dove visita la tomba del fratello, morto lì da giovane per malattia. Si tratta di un episodio molto significativo, perché la sua preghiera sulla tomba del fratello viene descritta in un carme che verrà poi ripreso e ricalcato passo passo da Foscolo nella sua “In morte del fratello Giovanni”. Sarà per Foscolo una forte ispirazione.
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