Catullo - Carme 5: parafrasi e commento
Questo piccolo componimento è per davvero molto breve ma molto ben fornito di dettagli come figure retoriche, metafore e iperboli, rendendolo perfetto per una parafrasi e per un’analisi del linguaggio poetico latino.Il tema principale è sicuramente quello del carpe diem: l’invito a godere pienamente del presente, perché la vita è breve e la morte inevitabile. È palese che nella poesia si alterna momenti di riflessione seria sulla caducità della vita a toni giocosi e passionale, come nella famosa sequenza dei baci, dove il numero esagerato dei baci simboleggia semplicemente l’infinito dell’amore e la gioia del momento durante la vita del personaggio e del soggetto.
Parafrasi
Versi 1-3: Vivamus, mea Lesbia, atque amemus, rumoresque senum severiorum omnes unius aestimemus assis.Che significano
Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci; e non diamo peso alle chiacchiere dei vecchi moralisti, valutiamole come se non valessero nulla, come un solo soldo.
Versi 4-5: Soles occidere et redire possunt; nobis cum semel occidit brevis lux, nox est perpetua una dormienda.
Che significano
Il sole può tramontare e poi sorgere di nuovo, ma noi, una volta che la nostra breve vita sarà finita, dovremo affrontare un’unica notte eterna (la morte).
Versi 6-11: Da mi basia mille, deinde centum, dein mille altera, dein secunda centum, deinde usque altera mille, deinde centum.
Che significano
Dammi mille baci, poi cento, poi ancora mille, poi altri cento, e continuiamo così, senza fine, accumulando baci.
Versi 12-15: Dein, cum milia multa fecerimus, conturbabimus illa, ne sciamus, aut ne quis malus invidere possit, cum tantum sciat esse basiorum.
Che significano
Poi, quando ne avremo contati tantissimi, mischieremo il conto così da non sapere più quanti ne abbiamo dati, e così che nessuno cattivo possa invidiarci, sapendo quanti baci ci siamo scambiati.
Commento
Tema principale: L’amore come gioia piena e immediata, senza preoccuparsi del giudizio altrui. Il carpe diem è evidente: la vita è breve e va vissuta intensamente.Stile e tono: Ironico e leggero all’inizio (i vecchi moralisti “non valgono nulla”). Poi serio e riflessivo (la vita è breve e la morte eterna). Torna giocoso e passionale con i conti dei baci: un linguaggio numerico quasi “matematico” per esprimere l’infinito amore.
Figure retoriche principali: Anastrofe / iperbato: l’ordine delle parole spesso spezza la struttura per enfatizzare (per esempio. Vivamus… atque amemus).
Iperbole: i baci contati a migliaia; esagerazione per mostrare intensità dell’amore. Simbolismo della notte: rappresenta la morte. Gioco numerico: i baci contati e poi “mischiati” rendono l’amore un atto libero, gioioso e segreto.
Valore culturale: Mostra come la poesia latina possa unire passione personale e riflessione filosofica, rendendo Catullo il poeta dell’amore vissuto senza freni, ma anche consapevole della caducità della vita.