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Tacito condanna il regime tirannico di Domiziano, caratterizzato da un insanabile contrasto tra monarchia e libertà. Elogiando l’integrità morale del suocero Agricola, una figura esemplare e incorruttibile, un modello di comportamento per la classe senatoria, Tacito intende dimostrare che anche nelle avverse condizioni politiche possono operare uomini grandi e virtuosi, capaci di servire la patria con onestà. Lo scrittore intende dunque fornire un modello di comportamento alla classe senatoria, il cui contesto era contraddistinto da corruzione e decadenza morale.

Tacito ammira la sanità morale dei Germani, che erano fieri della loro indipendenza e conducevano un tenore di vita genuino, in contrasto con la corruzione e l’inclinazione al vizio tipici della Roma imperiale. L’autore riconosce nella libertà germanica un grande valore e intuisce il pericolo dal quale i Romani dovevano difendersi, restaurando i propri costumi e organizzando spedizioni militari contro i Germani.

L’intera opera di Tacito è caratterizzata da un motivo eziologico: la ricerca e l’analisi oggettiva della cause della decadenza morale romana, della corruzione del Senato, della disgregazione degli eserciti e del degrado della disciplina militare. La causa è individuata nella grandezza stessa dell’impero, che aveva determinato l’esplosione della bramosia di potere, conducendo alla negazione del mos maiorum e della libertas.

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