Concetti Chiave
- Tacito delinea un quadro psicologico negativo dei personaggi, evidenziando ipocrisia, viltà e cinismo, senza offrire spiragli di luce neanche nei ruoli minori.
- La narrazione dell'esecuzione di Agrippina è artisticamente riuscita, con un forte contrasto tra la folla affollata e la solitudine finale della protagonista.
- Agrippina, energica fino alla fine, ordina ai suoi assassini di colpirla al ventre, simbolizzando il suo rifiuto del figlio mostruoso.
- La descrizione dettagliata di gesti e discorsi brevi crea intensità e realismo, permettendo una comprensione profonda della psicologia dei protagonisti.
- L'episodio enfatizza come potere e ambizione possano corrompere, portando alla rovina sia chi detiene il potere che chi lo circonda.
Indice
Desolante quadro psicologico
La narrazione del tentato assassinio di Agrippina mostra Tacito che delinea la psicologia dei personaggi. Di tutti vengono messi in risalto solo tratti negativi: l’ipocrisia di Agrippina che, nel tentativo di salvarsi dopo il fallito naufragio, finge di non aver capito le intenzioni omicide del figlio; la viltà di Nerone, schiacciato dalla paura alla notizia che la madre si è salvata; il cinismo dei suoi collaboratori, tra i quali Seneca, che gli consigliano di portare a termine quanto intrapreso. In questo quadro negativo neppure i personaggi minori offrono uno spiraglio di luce: emblematica la figura di Acerronia che, contando su un trattamento di favore, finge di essere Agrippina durante il naufragio e finisce così per decretare la propria condanna a morte.
Solitudine di fronte alla morte
Il racconto dell’esecuzione è uno dei molti passi tacitiani che narrano la morte di personaggi e sicuramente uno di quelli artisticamente più riusciti. Esso si apre con la scena affollata e rumorosa della gente comune che, appena saputo del naufragio, accorre alla spiaggia per portare soccorso. Alla gioia per la notizia che Agrippina è salva fa riscontro lo sgomento destato dalla vista di un corpo di guardia schierato di fronte alla sua villa: la folla si dilegua. Seguendo quindi il percorso dei sicari, lo storico conduce il lettore all’interno della casa, fino alla camera da letto, dove Agrippina, nella penombra, si trova in compagnia di una sola ancella, che subito la abbandona, come già hanno fatto gli altri servi, terrorizzati. La donna più potente di Roma si trova sola di fronte alla morte e inutilmente finge di non credere a un coinvolgimento del figlio nella vicenda (se c’è una possibilità di salvarsi, essa passa attraverso la dissimulazione).