È la più completa opera enciclopedica dell’antichità, in 37 libri, tratta varie tematiche legate alla conoscenza della natura.
La struttura
Il I libro è occupato da un’impegnativa dedica dell’opera a Tito (coreggente dell’impero con il padre Vespasiano) e da un indice molto dettagliato dei vari libri con una precisa indicazione delle fonti utilizzate.
Il piano generale dell’opera invece prevedeva una distribuzione diseguale delle parti assegnate ai singoli “settori” della natura. La prima parte analizza i “luoghi” della natura: cosmologia (II libro) e geografia (III-VI libro); la seconda parte si occupa degli esseri viventi: antropologia (VII libro) e zoologia (VII-XI libro); la terza parte dedicata alle piante: botanica (XII-XIX libro) e medicina (XX-XXXII libro); l’ultima parte dedicata ai minerali: mineralogia (XXXIII-XXXVII libro). Gli ultimi 4 libri, prendendo spunto dalla trattazione dei materiali illustrati nell’ultima parte dell’opera, si presentano come la più importante trattazione dell’arte antica.

L’intento
Lo scopo dell’opera è quello, dando un quadro il più possibile esaustivo delle ricerche elaborate dagli studiosi del passato, di istruire. Anche per questo, non è concepita per una lettura continua ma per un uso funzionale a specifiche curiosità o a interessi di studio su singoli argomenti.
La distribuzione di questi ultimi sarà organizzata tuttavia secondo principi empirici di scarso valore teorico (gli animali, ad esempio, vengono suddivisi secondo l’habitat in cui vivono mentre la classificazione dei minerali segue un criterio di valore decrescente dal punto di vista degli usi umani). Compaiono inoltre numerose digressioni e associazioni di idee che spesso spostano l’orientamento del discorso, da cui è possibile notare il fatto che la disposizione delle informazioni sia affidata agli espedienti tipici della retorica e non agli strumenti specifici delle scienze tassonomiche.
Plinio nella stesura dell’opera attinge dalle fonti più varie tuttavia rifiuta di accogliere nella sua “enciclopedia” le informazioni provenienti dalle false artes (magia, astrologia..), ritenute incapaci di contribuire alla conoscenza della natura.

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