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L’opera più nota dello scrittore africano Apuleio è “Le Metamorfosi” o “L’asino d’oro”, che appartiene al genere del romanzo di formazione in quanto racconta la crescita e la maturazione di un personaggio.
Per la stesura dell’opera, Apuleio si è ispirato a varie fonti e a vari generi letterari, in particolare al romanzo ellenistico d’avventura e alla fabula Milesia. Infatti, “Le Metamorfosi” sono caratterizzate dal gusto del grottesco, da uno stile ironico e scherzoso, elementi tipici della fabula Milesia, ma anche dal tema della curiositas, che caratterizza il romanzo d’avventura, in cui i protagonisti sono assetati di sapere e di conoscenza.
La struttura dell’opera è molto semplice: è suddivisa in 11 libri ed è costituita da un nucleo narrativo principale in cui sono inserite varie storie a incastro (la più nota è la fiaba di Amore e Psiche). Il romanzo si articola in tre blocchi narrativi principali ai quali corrispondono le tre fasi della formazione dell’individuo: la caduta, ovvero la metamorfosi in asino, causata da una curiositas male indirizzata; l’espiazione, che consiste in una serie di prove e disavventure che il protagonista dovrà affrontare; la salvezza, ovvero il ritorno alla natura umana, grazie all’intervento di Iside e l’iniziazione al suo culto.

Una prima interpretazione dell’opera è quella di una descrizione simbolica del rito di iniziazione che segna il passaggio da ragazzo ad adulto.
L’incipit e il filo conduttore del romanzo è il tema della curiositas. La curiosità spinge il protagonista e i personaggi secondari presenti nelle storie a incastro ad indagare e cercare di sapere, ed è proprio questa ricerca che conduce alla maturità spirituale, seppur comporti numerose cadute, difficoltà da dover superare.
Apuleio sembra contrapporre due modalità opposte di conoscenza: la curiosità e la rivelazione. La curiosità è la modalità di conoscenza primordiale di ogni essere umano, tuttavia, essa può distrarre l’uomo dalla ricerca interiore, spostando la sua attenzione su oggetti o avvenimenti esterni. L’uomo deve dunque cercare altri mezzi di salvezza: la rivelazione, ovvero l’intervento della grazia divina.
L’opera può essere interpretata come una metafora del percorso di crescita individuale, dallo stato bestiale a quello spirituale: il protagonista è inizialmente schiavo della materialità e indirizza la sua curiosità in modo errato. Infatti, Lucio gioisce dei piaceri della carne con Fotide e vuole provare l’ebbrezza della trasformazione, mutando il proprio aspetto attraverso una pomata magica; questi elementi sono indice di un’attenzione verso la materialità e l’apparenza, di un’inconsapevolezza nei confronti della propria interiorità e della sfera spirituale. La metamorfosi in asino rappresenta una degenerazione ed è l’espressione della schiavitù della materia, dell’ignoranza e dell’inconsapevolezza, nonostante Lucio conservi la sensibilità umana (infatti, l’asino, oltre ad essere un animale odiato da Iside, rappresenta la schiavitù e l’ignoranza).
Per poter restaurare la sua natura umana dovrà affrontare una serie di avventure, che rappresentano le vicende della vita che si presentano all’individuo e lo fanno crescere, facendogli assumere consapevolezza e favorendo la sua crescita interiore. Soltanto con la fatica e con il superamento delle difficoltà si può raggiungere uno stato di maturazione.
Lucio verrà infine graziato da Iside e sarà nuovamente trasformato in essere umano: è una rinascita, in quanto le varie vicende lo hanno aiutato a crescere e ora non è più ragazzo, bensì uomo, pronto alla fase dell’iniziazione del culto della dea e, soprattutto, pronto a vivere in un modo più pieno la vita. L’iniziazione simboleggia il raggiungimento di una condizione di maturità, rappresentato dalla vita spirituale e l’associato distaccamento dalle passioni esclusivamente terrene e dalla materialità.
“Le metamorfosi” simboleggiano dunque l’itinerario di ogni individuo, il suo viaggio nella vita, il raggiungimento di conoscenze attraverso continue “cadute”, l’importante è riuscire sempre a rialzarsi e ad affrontare le molteplici sfide che il caso ci presenta, tirando fuori le proprie forze nascoste.

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