Ominide 450 punti

La matrona di Efeso – Analisi del testo
La novella si presenta come una narrazione che stimola il sorriso e il divertimento. A questo contribuisce anche la presenza della localizzazione su Efeso, città che al tempo degli Antichi Greci era nota per la libertà e la vivacità del modo di vivere; a questo si collega anche la spudoratezza della matrona. Dall'apertura iniziale del racconto (“C’era una volta…”) si potrebbe pensare alla presenza di una fiaba, ma la specificazione del luogo (Efeso) annulla l’indeterminatezza di questa. Il racconto è divisibile in tre macrosequenze: la prima comprende la situazione iniziale e l’esordio; la seconda le prime cinque peripezie e la terza l’ultimo mutamento, lo Spannung e lo scioglimento. La storia, inoltre, poggia su due tematiche principali: la rottura dei codici di comportamento e la vittoria della vita sulla morte.
I personaggi principali (nonché unici) della vicenda sono: la matrona, il guardiano e l’ancella. Tutti e tre svolgono ruoli importanti nella vicenda: la matrona è la protagonista, il guardiano può svolgere due funzioni: o l’eroe, che salva la matrona dalla morte e dalla tristezza, o l’antagonista, che impedisce alla protagonista di perseguire l’obiettivo che si era stabilita di raggiungere. L’ancella rappresenta il mezzo con cui il guardiano ha conquistato la matrona: l’ancella, infatti, è stata la prima a resistere alle tentazioni ed è stata lei a convincere definitivamente la matrona ad uscire dal lutto. Di conseguenza può essere intesa come aiutante o falso aiutante.

Lo Spannung si verifica con la situazione problematica che appare: non sorvegliando il corpo crocifisso, esso viene tolto dalla croce e seppellito, e così il guardiano del cimitero rischia la pena riguardo alla sua negligenza, ovvero la morte. Lo scioglimento è caratterizzato dalla fervida intelligenza della matrona che sostituisce il corpo mancante con quello di suo marito, riuscendo ad ingannare tutto il paese ed affermando la saggia frase: “Preferisco appendere un morto piuttosto che uccidere un vivo”.
Traspariscono i sentimenti dell’autore con la frase “Nessuno sente malvolentieri la voce che lo invita a mangiare ed a vivere”. E’ infatti un suo parere che egli inserisce nella storia, forse per giustificare il comportamento della matrona cedevole.

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità