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Orazio - Vita e Stile


Nacque in Apulia, terra che geograficamente comprende parte della Puglia e della Campania, nella città di Venosa nel 60 a.C.
Era un liberto, uno schiavo liberato, in quanto lo era anche suo padre, e a livello biografico e di formazione è importante ricordare il viaggio che il poeta fece ad Atene, finanziato dalla famiglia, a 20 anni: questo lo portò a conoscenza della civiltà greca, che nelle sue opere si fonde perfettamente con quella latina.
Anche nella sua produzione torna il contesto delle guerre civili, tuttavia vi è un approccio diverso poiché il disagio di Roma non è motivo di sofferenza e di rifiuto ma lo spinge a scrivere della città per donarle splendore, come Sallustio: la poesia diventa quindi un modo per reagire e combattere la decadenza.

La sua produzione è composta da:
satire
carme seculare
odi
epòdi
epistole

Le più importanti sono le satire e le odi perché lo rappresentano maggiormente, e permettono di notare come Orazio fonda la matrice greca e la cultura romana ripresa anche e soprattutto attraverso la corrente dell’epicureismo diffuso da Lucrezio.
Quando Orazio tornò a Roma dopo essere richiamato da Augusto ebbe la possibilità di frequentare i circoli nati intorno all’epicureismo, in quanto ne sposava le ideologie. (i poli più importanti dell’epicureismo erano Napoli ed Ercolano)
L’autore vivrà anche l’ascesa di Ottaviano, quando ad Azio sconfiggerà Antonio, e gli verrà chiesto di esaltare e osannare la sua grandezza.
Orazio è importante perché tratta più generi letterari ma soprattutto perché tratta più temi e usa più stili: si parla dunque di Pluralitas, che non comporta il voler ricercare arcaismi o neologismi, in quanto il suo linguaggio è raffinato, elegante e ripulito, non riprende alcune retorica e non inventa nulla.
Si fa riferimento a più stili perché ad esempio, nelle Satire, lo stile è alla mano (sebbene mai basso), con ironia e invettiva, diverso da quello delle Odi o del Carme Seculare, in cui celebra la grandezza di Augusto partendo dalla grandezza degli dei.
E’ un autore poliedrico perché guarda a più generi e ha più interessi: amore, aspetto civile, politica, aspetto erotico e mitologico (sono presenti dei riferimenti agli dei attraverso cui si celebra la grandezza di Roma); è la sintesi perfetta dell’età augustea per via delle numerosissime tipologie di testi, a differenza di Virgilio che propose solo il tema pastorale e quello epico.

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