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Plauto - Principio del carnevalesco e altre particolarità


Il principio del carnevalesco è un topos letterario individuato dallo storico letterario ricco Bachtin, che studiando lingue moderne e morte notò che in molti testi personaggi e trama si sviluppavano come il carnevale, festa derivante dai saturnali, in cui venivano sovvertiti i ruoli in maniera da deridere le cariche più importanti. Ciò tuttavia accadeva solo una volta l’anno, quindi Plauto non è un sovversivo che vuole ribaltare i ruoli dato che questo avviene solo nella finzione scenica, dall’inizio dello spettacolo alla fine dello stesso. Facendo ciò fa rattristare il pubblico perché gli fa comprendere che quello che accade nelle sue commedie non potrà mai diventare realtà.
Una caratteristica aggiuntiva di Plauto è la “contaminatio”, l’azione di intersecare più opere per rendere la trama più movimentata: prendeva alcune scene dalle opere originali di Menandro e le collocava all’interno delle sue non originali per rendere lo svolgimento dei fatti più avanzato.
“Metateatro” significa “teatro nel teatro” e consiste nel mimare un’opera teatrale all’interno di un’altra opera teatrale; questo principio si sviluppa mediante la rottura della finzione scenica facendo interpellare il pubblico da un servus che interrompe la narrazione. La “finzione scenica” di cui si parlava poc’anzi consiste nel fingere, all’interno della commedia, significati di cose che nella vita reale ne hanno altri; questi vengono sempre spiegati dal servus.
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