Indice
L’avaro e le sue ossessioni (Aulularia, vv. 182-267)
Ostile all’unione del giovane è generalmente il padre molto avaro, non disposto a concedere il denaro necessario alle nozze della propria figlia. Nell’Aulularia il vecchio Euclione ha trovato, sepolta in giardino, una pentola piena d’oro che adesso custodisce come il bene più prezioso, ossessionato dal sospetto che qualcuno possa conoscere il suo segreto e rubargli il tesoro. Così, quando Megadoro, un ricco signore di mezza età, gli chiede la mano della figlia, che vuole sposare anche senza dote (non sa che la ragazza è in attesa di un bambino per la violenza subìta da parte di suo nipote Licònide), Euclione è convinto che egli miri soltanto al suo recente tesoro.Il denaro e una donna, centro dell’intreccio
In questo brano si intrecciano i due nuclei tematici che compongono la trama dell’Aulularia e che sono tipici del teatro plautino: l’avarizia del senex che teme di essere derubato del suo tesoro e il proposito di sposarne la figlia, messo in atto prima da Megadoro e poi dal suo giovane nipote Liconide (che mesi prima ha recato violenza alla ragazza). Qui Megadoro si impone sul senex esonerandolo dall’obbligo di provvedere, in quanto padre, alla dote della figlia. Il bene desiderato (la ragazza) questa volta non viene ottenuto, come di consueto, con l’inganno, ma tramite l’offerta di un favore (l’esenzione dal pagamento della dote) a colui che ne detiene il possesso. Ciò accade perché la ragazza non è una meretrix (una donna, quindi, priva di dote) come nel tipico intreccio plautino, ma la filia di Euclione.La cortesia sospetta di Megadoro
Megadoro fa sfoggio di educazione e buone maniere nel rivolgere a Euclione formale proposta di matrimonio, e risponde con pazienza infinita alle brusche reazioni dell’interlocutore; ma, paradossalmente, proprio l’eccesso di cautela e cortesia da parte del richiedente accresce ed esaspera i sospetti di Euclione. È questo paradosso a innescare la comicità della scena.Il ‘problema’ della dote
Nel dialogo qui proposto, i due protagonisti stanno discutendo di una proposta di matrimonio: secondo l’uso normale nell’antica Roma (e vivo ancora oggi in alcune culture nel mondo), la proposta di matrimonio è una vera e propria trattativa tra il pretendente e il padre della sposa.Il punto centrale è quello della dote: la sua assenza, legata alla povertà del padre della sposa, sembra costituire un grande ostacolo alla possibilità di contrarre il matrimonio. Ddel resto l’accordo può essere concluso solo perché il pretendente rinuncia alla dote. Ciò presuppone un reale istituto del diritto romano: nel momento della stipula del contratto di nozze, il padre della sposa (o un suo parente prossimo) versava allo sposo :
-una somma di denaro
- o altri beni a titolo di contributo alle spese
che lo sposo avrebbe sostenuto nella quotidianità della vita matrimoniale.
Lo sposo avrebbe dovuto gestire oculatamente questo patrimonio, e avrebbe dovuto restituirlo nel caso di scioglimento del matrimonio. Tutto ciò era ben noto a qualunque spettatore di Plauto: su questa situazione ordinaria, Plauto costruisce un dialogo straniante, poiché il padre di questa sposa, in realtà, non è povero come lascia intendere, ma è soltanto troppo avaro per poter spendere il proprio denaro. E il pubblico è già stato informato che l’avarizia di Euclione finirà per costargli cara.
Comprensione guidata
I personaggi1. Il testo è un dialogo: quali personaggi sono presenti? Quali vengono solo evocati?
2. Come sono caratterizzati i personaggi?
I luoghi
3. Dove si svolge il dialogo? Quale altro luogo si presuppone?
La struttura
4. Individua le sezioni principali del testo, e indica il contenuto di ciascuna.
5. Confronta la parte del dialogo che precede l’ingresso in casa di Euclione a quella successiva al suo ritorno sulla scena: puoi notare cambiamenti di tono da parte dei due personaggi?
I nuclei tematici
6. Indica quali tra i temi elencati di seguito sono presenti in questo brano:
a. elogio della povertà; b. la potenza della ricchezza; c. sospetto tra persone di condizione economica diversa; d. solidarietà tra persone di condizione economica diversa.
Il punto più difficile
7. Qual è il significato della similitudine con il bue e l’asinello proposta da Euclione? Perché Euclione ritiene che sarebbe per lui insostenibile entrare in parentela con Megadoro?