descrizione della biografia e delle opere di Gaio Valerio Catullo


In questo appunto di letteratura latina viene descritta la biografia dell'autore latino appartenente alla scuola neoterica Gaio Valerio Catullo. Viene descritta la sua biografia in maniera precisa, con accenni alla sua nascita a Verona, alla sua formazione culturale e letteraria. Inoltre viene fatta anche una parentesi ad aspetti importanti della vita dell'autore latino, come ad esempio al suo stile letterario che è molto colto e raffinato dal punto di vista linguistico e letterario. Molto importante è anche la descrizione che viene fatta in merito alla sua opera poetica principale, ovvero il Liber, in cui si descrive l'amore verso Lesbia, il cui nome vero è Clodia a cui è legato in modo indissolubile con un vero e proprio patto che è il cosiddetto foedus.

Indice

Gaio Valerio Catullo
Biografia di Catullo
Liber
Tema dell'amore
Genere letterario di Catullo
Stile di Catullo

Gaio Valerio Catullo


E' il più celebre tra i poetae novi e fu il più grande pota d’amore dopo saffo. secondo San Gerolamo, nel Chronicon, Catullo nacque nell’87 AC, a Verona, nella Gallia Cisalpina e morì nel 57 AC. il poeta però non visse a lungo. si stabilì presto a Roma, dove trovò amici e amore. l’amata che identifica in Lesbia, o meglio in Clodia, propabile sorella di Clodio, e moglie di Metello Cerere. testimoniato nel “Liber”, è un viaggio in Bitinia a seguito del propretore Memmio, per guadagnare qualche soldo, pratica che era molto usata all’epoca. tornato si trasferisce nella villa di famiglia a Sirmione, a Garda.

Biografia di Catullo

Gaio Valerio Catullo (Gaius Valerius Catullus) nasce a Verona nell'84 A.C. da una famiglia molto agiata. Catullo riceve la migliore istruzione si trasferisce a Roma intorno al 60 A.C. per completare i suoi studi. Lì entra a far parte di un circolo letterario, i neoteroi o poetae novi, e conosce la donna che sarà il suo grande amore: Clodia, moglie del proconsole Metello Celere. Catullo canta il suo amore per Clodia nei suoi carmi attribuendole lo pseudonimo di Lesbia. La loro relazione è controversa: Clodia è più grande, sposata, intelligente e anche molto indipendente, tanto da avere molte altre relazioni oltre a quella con Catullo. Alla morte del fratello Catullo torna a Verona per poi ritornare a Roma quando viene a sapere di un altro tradimento di Clodia. Per dominare la gelosia e risollevare le proprie finanze Catullo segue, nel 57 A.C., il pretore Caio Memmio in Bitinia.

Al ritorno da questo viaggio crea i suoi poemi migliori. Muore poi poco dopo a Roma, nel 54 A. C. Durante tutta la sua vita Catullo compone circa centosedici carmi, duemilatrecento versi in totale. Tematica principale della sua poesia è l’amore per Clodia, insieme alle invettive contro i vizi della società e ai carmi dedicati all’amicizia e all’affetto famigliare.


Il Liber


L’opera poetica, il Liber, consiste in una raccolta d 113 carmi, numerati dal 1-116, da quando nel 1554 il muretus inserì nel 18-19-20, tre carmi non presenti nella tradizione. i carmi sono disposti, in relazione al metro. dall’1-60 sono di metro vario, dal 61-68 sono quello di maggiore impegno letterario (carmina docta), dal 69-116, sono distici elegiaci. la raccolta risale a dopo la sua morte, la dedica a Nepote, e li ricorda come nugae (sciocchezze). Catullo è un poeta novus, e come tale rientra in questa scuola che si unisce per scelte espressive, per origine geografica per comunanza spirituale. Catullo sposa le linee base della scuola neoterica. la centralità della poesia nella vita, il rifiuto dell’attività politica, l’adesione alla poetica alessandrina, il rifiuto della poetica tradizionale romana legate alla civis. La poesia è parte integrante del suo essere(è sinceramente commosso, quando scrive un biglietto poetico al suo amico Lucinio Callo, con il quale aveva passato la sera precedente a inventare carmi). Catullo elabora un nuovo linguaggio basato sulla semplicità e sulla quotidianità (basium, invece di osculum). Secondo lui la suggestione poetica si basa sul come viene usata la parola non sull’aulicità di essa. Le parole utilizzate diventano “poetiche”, per la loro posizione, in base al rapporto tra loro e agli accenti metrici. Oltre al tema dell'amore che è quello predominante all'interno dell'opera di Catullo, ve ne sono degli altri come ad esempio quelli rivolti ai suoi amici poeti appartenenti alla cerchia dei poeti neoterici, di cui anche lui faceva parte. Egli invita i suoi amici poeti a rispettare queste qualità poetiche, ovvero eleganza, grazia e piacevolezza. Queste doti letterarie sono le caratteristiche letterarie che un poeta neoterico deve possedere per poter scrivere le sue opere letterarie.

Tema dell'amore


Nessun poeta prima di lui aveva offerto la sua storia d’amore ed insieme la sua anima così personalmente, esprimendo sentimenti, che andavano contro il decorim del vir romanis. Da giovane, Catullo incontra una donna che chiamerà Lesbia,(che prende il nome dall’isola dell’egeo dove nacque la poetessa Saffo). Il poeta poi svela che il nome vero è Clodia, famosa per l’orazione Pro caelio di Cicerone. L’espressione più alta d’amore si ha in primis nelle prime poesie del liber (carme V) “Vivamus mea Lesbia atque amemus”, esortazione dell’amore come valore prioritario, la secondo è il disprezzo per la morale dei senes severiores. Il terzo è sull’insicurezza e la paura che stanno dietro l’amore. Lesbia ha la venustias e la grazie e l’intelligenza dalla sua parte (LXXXVI). Al fondo dell’idea dell’amore di Catullo, ma ancora del dramma, è un progetto destinato al fallimento. Catullo basava il suo rapporto amoroso sul foedus, che derivava dalla fides, concetto molto importante per i Romani. Il dramma scoppia quando il foedus diventa unilaterale. Ciò che infatti chiede Catullo alla sua amata è la fedeltà nell'ambito del loro rapporto amoroso. Tra i due c’è un abisso (carme VIII), in cui Lesbia chiede quanti baci lo soddisferanno (lui risponde che non si possono numerare i granelli del deserto della Libia). Catullo assume l’idea di Vesanus “pazzo d’amore”, e scrive Odi et amo. In questo frangente riveste i panni degli uomini tradizionalisti che tanto disprezzava, alternando periodi di vittimismo a periodi di aggressività violenta, in cui Lesbia si trasforma in una strega del sesso.(Catullo le augura di tenersi stretti i suoi amanti e lei d’altra parte spella i Romani). Grande è infine l’elegia LXVIII, che rimandano ai carmina docta. All’amicizia si dedicò con tutto sé stesso, era infatti importante la comunanza di vita tra i suoi amici. Si può essere venusti, senza essere necessariamente poeti, ed infatti le testimonianze più sincere agli amici Fabullo e Veranio. Intenso era anche il rapporto con la famiglia e la casa (come il carme per Sirmione o per la morte antetempo del fratello nella Troade). Alla passione per Giovenzio dedica 4 carmi(l’amore omosessuale era tollerato a Roma).

Genere letterario di Catullo


La tradizione greca (poesia scopitica) che era alimentata sia dal genere giambico e dalla commedia di Aristofane, fa si che Catullo si inserisca nell’epigrammatica con il fulmen in clausula, e lo spirito umoristico (XII dove riprende Pollione che ha l’abitudine di togliere i tovaglioli dei commensali, o per Mamurra che approfitta delle amicizie politiche). Gli epitalami che vanno dal 61-72 sono componimenti per le nozze. Nel carme LXI in 235 versi brevi, celebra le nozze di Manlio e Vinia, con allusione erotiche, descrive i due sposi e le gioie del matrimonio. Il carme LXII, in 66 esametri è uno scambio di battute tra un semicoro di ragazze e un semicoro di ragazzi. il carme LXIII è l’Attis, un epillio, un racconto mitico alessandrino, che ha le radici dell’asia minore, riferita alla dea Cibele.
L'epillio più tradizionale è il carme LXIV dove vengono narrate le nozze di Peleo e Teti. Venne costruito con la tecnica dell’incastro, al centro delle nozze vi è un racconto nel racconto, l’illustrazione della scena che abbellisce la coperta degli sposi (arianna e Teseo). Il carme LXV, è un’epistola poetica in distici elegiaci, ed apre la seconda parte del liber ed è rivolta ad Ortalo a cui dedica il LXVI che è la traduzione della chiome di Berenice, nel LXVII dialoga con una porta di casa di Brescia. Il carme LXVIII è un’elegia, che alterna motivi mitici(la guerra di Troia), con motivi personali (Lesbia).

Stile di Catullo


Lo stile di Catullo è colto e raffinato, risultato della sua educazione di alto livello. Nella sua lirica si nota la sua profonda cultura e l’influenza della letteratura greca. Egli tuttavia non segue tanto il modello del poema epico, spazioso e ripetitivo, quanto piuttosto quello di Callimaco, preferendo quindi un attento controllo dei mezzi espressivi, una poesia elegante, breve ed elitaria. Nella sua poesia, finzione narrativa e racconto autobiografico si mischiano e si confondono: ne è esempio l’amore per Lesbia, alias Clodia. L’amore per Lesbia/Clodia cambia la classica visione latina dell’amore dal punto di vista letterario. Prima, l’amore eterosessuale letterario veniva rappresentato da un giovane innamorato di una cortigiana, che poi, con un provvidenziale lieto fine, scopre di essere indipendente e quindi libera di unirsi con l’innamorato. In Catullo, invece, l’amore non è diretto a una cortigiana, certo bellissima ma di solito non colta né raffinata, ma a una donna istruita, matura, di alto lignaggio e soprattutto sposata. Il lessico di Catullo spazia da termini ammorbiditi da diminutivi con cadenze affettive, termini derivanti dal linguaggio quotidiano, fino anche a termini crudi ed espliciti. In sintesi, la sua intera produzione può essere così suddivisa: - le nugae, caratterizzate da versi di vario metro, che più che altro trattano l'amore per Lesbia/Clodia e il rapporto di affetto con gli amici; - carmina docta, anch'essi in metri; - due epitalami; - due epilli, cioè canti epico-narrativi; - una traduzione de la Chioma di Berenice di Callimaco; - l’epigrammata, costituita da distici elegiaci, che di nuovo parlano di amore e affetto.
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