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Marco Porcio Catone nasce nel 234 a.C. a Tusculum da una famiglia plebea, egli è stato delineato come il più grande difensore del mos maiorum (costume romano). L'autore usa l'attività letteraria come strumento di lotta politica contro la famiglia degli Scipioni; alla fine della seconda guerra punica inizia l'attività politica come “homo novus” (primo membro avviato al cursus honorum di una famiglia a cui non era mai successo). Nel 195 a.C. diventa console, si ricorda che lottò molto per fare guerra a Cartagine; muore nel 149 a.C.

L' “Origines” è un'opera in 7 libri di carattere storico che tratta la storia di Roma dalle origini all'epoca contemporanea. L'aspetto innovativo è l'inserimento di un contesto geografico ed etnografico, infatti vengono descritti gli usi, i costumi di Roma e delle altre città e popoli italici. Il protagonista del poema è il popolo romano e le sue gesta, e non i singoli condottieri più valorosi.

Catone inserisce nelle “Origines” sue intere orazioni per lasciare una traccia del suo operato pubblico e dei suoi principi etici. Con questo autore si nota il nesso tra arte della parola ed attività politica. Egli è descritto come oratore ideale, poiché “vir bonus dicendi peritus” (il cittadino onesto si esprime efficacemente).

Il “Librum ad Marcum filium” è considerata un'enciclopedia delle “artes”, utile a far permanere vive le tradizioni del mos maiorum: ciò mostra la sua avversione verso la cultura greca e il modo in cui educavano i propri figli.

Il “Carmen de moribus” è un'opera in cui si nota il suo moralismo conservatore.

Nel “De agri cultura” egli evidenzia l'importanza e la superiorità dell'agricoltura praticata dalle famiglie patrizie, in opposizione alla classe degli equites i cui interessi erano legati al commercio. Aspetto fondamentale del pensiero di Catone è il fatto che egli considerasse gli schiavi come dei veri e propri oggetti e strumenti di lavoro.

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