Thomas Stearns Eliot


(1888 - 1965)

••• La vita e le opere
•• È nato a St Louis, in Missouri, da una famiglia di discendenza inglese e ha frequentato Harvard. Nonostante (though) sia americano di nascita, la sua cultura è prima inglese e poi europea. Scopre John Donne e i poeti metafisici inglesi. Studia poi l’italiano studiando Dante e dedica a questo uno dei suoi più importanti essays nel 1929: qui scrive che Dante è il poeta che ha meglio espresso una situazione universale e lo elogia per le sue “immagini visuali chiare”, “la lucidità” dello stile e la “straordinaria forza di compressione”, arrivando alla conclusione che “si potrebbe imparare morto dello scrivere poesia da Dante che da qualsiasi poeta inglese”.
•• Nel 1910 viene prima in Europa e studia alla Sorbonne di Parigi dove ha letto Bergson e i lavori dei French Symbolists. Poi torna ad Harvard e prende una laurea (degree) in filosofia.

•• Allo scoppio (outbreak) della First World War si stabilisce a Londra dove pubblica essays sulla filosofia, e nel frattempo comincia a lavorare come impiegato (as a clerk) nella Lloyd’s Bank.
•• Nel 1915 sposa Vivien Haigh-Wood, nonostante (despite) le preoccupazioni della sua famiglia circa (about) l’instabilità mentale di lei.
•• Dopo la raccolta di poesie Prufrock and Other Observations (1917), la quale (which) lo ha reso un important avant-garde poet, pubblica The Criterion (1922), una rivista intellettuale innovativa di European literature. Nel 1925 diventa direttore della casa editrice Faber and Faber, pubblicando attraverso questa (through) tutte le sue opere e incoraggiando il lavoro di giovani poeti come Ezra Pound e Auden. In questo tempo la moglie Vivien è in poor healt ed Eliot è sotto una considerevole tensione emotiva. Spende qualche tempo in un Swiss sanatorium (in Lausanne), sottoponendosi (undergoing) a trattamenti psicologici (psychological treatment) e qui finisce The Waste Land; la poesia è, infatti, il suo unico rifugio dove lui esprime tutto il suo orrore e la sua triste vita quotidiana. Questa lunga poesia è pubblicata nel 1922, dopo che Ezra Pound ha contribuito a ridurla alla sua forma finale, e Eliot la dedica infatti proprio a Pound stesso, “il miglior fabbro (the better craftsman)”, una quotation dal Purgatory di Dante. Nel 1925 pubblica The Hollow Men, una poesia scritta come un sequel della disperazione filosofica (philosophical despair) di The Waste Land, anche dove i semi (seeds) della sua futura fede possono essere trovati.
•• Nel 1927 diventa un British citizen e si definisce come “classicist in literature, monarchist in politics, Anglo-Catholic in religion”. Nello stesso anno si unisce (joined) alla Church of England cercando la risposta alle sue domande e alla sua disperazione (his despair) di un mondo moderno che manca (lacking) di fede e religione.
•• La sua poesia religiosa fiorisce (bloomed) in Ash-Wednesday (1930), una poesia purgatoriale, in Four Quartets (1935-1942), e in due importanti opere: Murder in the Cathedral (1935) sull’assassinio di Thomas Becket, e Family Reunion (1939) sulla colpa (guilt) e l’espiazione (expiation) di un uomo infestato (haunted) by the Furies.
•• Eliot decide di separarsi da sua moglie, che è affidata (committed) a un mental asylum, dove muore nove anni dopo nel 1947. La sua morte crea un terribile senso di colpa (guilt) nell’anima (within the soul) del poeta e l’infelicità lo spinge (moves him) a scrivere in una lettera: “I have always known hell - it is in my bones”.
•• Negli anni Trenta e Quaranta del 1900 (In the 1930s and 1940s), gli Eliot’s essays diventano più interessati ai problemi etici e filosofici della società moderna (more concerned with the ethical and philosophical problems of modern society). I suoi crescenti (growing) interessi sociali lo portano verso (towards) il teatro e diventa uno dei chief exponents del poetic drama. Nel 1948 riceve il Nobel Prize for Literature.
•• Muore a Londra e, secondo (according to) le sue stesse istruzioni (his own instructions), le sue ceneri (ashes) sono interrate (interred) nella church of St- Michael’s in East Coker. Una commemorative claque sulla parete della chiesa porta l’epitaph da lui scelto, preso dai Four Quartets: “In my beginning is my and. In my and is my beginning”.


••• La conversione

•• I suoi lavori possono essere divisi in tue periodi: prima e dopo la conversione all’Anglicanism.
•• I lavori del primo periodo sono caratterizzati da una visione pessimistica del mondo, senza speranza, fede, ideali o valori, una terra da incubo (nightmarish land) dove l’aridità spirituale e il lago d’amore hanno privato la vita di ogni significato (all meaning). Prufrock and Other Observations (1917), Gerontion (1920), The Waste Land (1922), The Hollow Men (gli uomini ingannatori, 1925) appartengono a questo periodo.
•• Purificazione, speranza e gioia (joy) sono le key-words dei lavori del secondo periodo: The Journey of the Magi (1927), Ash Wednesday (1929), Four Quartets (1935-1942), Murder in the Cathedral (1935) e Family Reunion (1939).

••• L’impersonalità dell’artista
•• Eliot è anche un influente critico letterario (influential literary critic): i suoi essays critici su autori, sia antichi (ancient) sia moderni, come anche sulla teoria della poesia e sulle fondamenta del literary criticism sono entrambi numerosi e di primaria importanza. Molti di questi sono raccolti in libri molto conosciuti, come The Sacret Wood (1920), Selected Essays (1951), The Three Voices of Poetry (1953) e On Poetry and Poets (1957). In questi essays lui si concentra (concentrate) su specifici problemi di stile e tecnica; lui condivide con Joyce che è importante per l’artista to be impersonal e to separate “l’uomo che soffre (the man who suffers)” dalla “mente che crea (the mind which creates)”. Nell’essay Tradition and the Individual Talent, da The Sacred Wood, Eliot afferma: “Il poeta non ha una personalità da express, ma un particolare mezzo (medium) il quale (which) è solo un mezzo e non una personalità, nel quale impressioni ed esperienze si combinano in peculiari e inaspettati modi (impressions and experiences combine in peculiari and unexpected ways). L’emozione dell’arte è impersonale. E il poeta non può raggiungere (reach) questa impersonalità senza abbandonarsi (surrendering himself) totalmente (wholly) al lavoro da farsi (to be done)”.

•• Così i personaggi (Thus the characters) dei suoi primi lavori sono archetypes degli uomini del ventesimo secolo (20th-century human beings) che trasformano la propria esperienza soggettiva (subjective experience) in una forma universale con la quale (with which) ognuno (anyone) può identificarsi (can identify).


The Waste Land
(1922)

••• Le sezioni
•• The Waste Land non rispetta né ordini né unità. È un’antologia composta da una dose varissima di idee, sentimenti (state of mind), impressioni, hallucinations, situazioni e personalità. Tutta questa frammentazione appartiene a una sola voce collegata a una personalità multipla che rompe i limiti di spazio e di tempo. È Tiresias, il Theban prophet from Sophocle’s plays che ha sperimentato la castità (blindness) e la vita di both sexes, soffrendo con le donne che osserva. È il cavaliere (knight) della Grail legend, che viaggia per Londra e per l’Europa senza vita del dopo-guerra. Il poema è composto da cinque sezioni:
•• “The Burial of the Dead” (la sepoltura della morte), in cui si parla dell’opposizione tra sterilità e fertility, life e death.
•• “A Game of Chess” (un gioco di scacchi), in cui si affianca l’antico splendore (splendour) con il presente squallore (squalor).

•• “The Fire Sermon” (il sermone del fuoco), in cui si critica l’alienazione presente collegata a un incontro sessuale per lui senza amore (loveless), meccanico (mechanical) e squallido (squalid).
•• “Death by Water” (morte dall’acqua), in cui si rinforza l’idea di un naufragio (shipwreck) spirituale.
•• “What the Thunder said” (quello che il tuono ha detto), che evoca religioni dall’East al West, trovando una soluzione nella simpatia con gli altri human beings, ma questa soluzione non modifica l’atmosfera di desolation.

••• Il tema principale
•• Tutte queste parti frammentate hanno un tema conduttore: il contrasto tra un mythical past fertile e la spiritual sterility e il caos del present world. L’opera mette in luce la decadenza (decay) della civilizzazione occidentale causata dalla World War I e dalle forze che operano sotto il nome di modernity.

••• Il nuovo concetto di storia
•• Il passato mitico appare nelle citazioni di opere letterarie che appartengono a diverse tradizioni, culture e religione, come la Bible e le Hindu sacred works. La sua visione della della storia è quella di repetition of the same events e proprio attraverso lo studio della storia si può arrivare a capire ciò che accade nel presente e quello che accadrà nel futuro. Nel suo essay Tradition and the Individual Talent, Eliot scrive lo stesso concetto sviluppato in Cloud Atlas di Mitchell e in Ulysses di Joyce.

••• Il metodo mitico
•• Per spiegare la decadenza occidentale, Eliot torna indietro fino alle sue origini che stanno nelle legends e nei miti. I miti sono presenti anche nella società moderna, ma hanno perso il loro significato profondo (their deep meaning). Eliot paragona la vita senza significato di oggi con le leggende di Arthur e dell’Holy Grail, metafora della ricerca dell’uomo di una salvezza spirituale. Prende anche spunto dalle festività di Maggio (May) che celebrano la rinascita (rebirth) della natura. Nel saggio Ulysses, Order and Myth, Eliot spiega il suo mythical method che usa anche Joyce in Ulysses: è un modo di controllare, o di ordinare o di dare un significato all’immenso panorama di futilità e di anarchia che è la storia contemporanea.

••• Mezzi stilistici innovativi
•• Lo stile di The Waste Land è frammentato perché è formato da different poetic styles, come il blank verse, the ode, the quatrain, the free verse, tutti a rappresentare il chaos della present civilisation. Il significato non si ricerca nel singolo frammento, ma nell’insieme (the whole), così come nella pittura cubista o in alcuni cinematic shots.
•• Usa poi la techinque of implication per richiamare l’attenzione e la partecipazione del lettore che sta visitando lo stesso mondo del poeta.
•• Usa la technique of the objective correlative, cioè un insieme di oggetti, una situazione, una catena di eventi che possono essere la formula per richiamare proprio quella particolare emozione, per far immaginare quella sensazione. Quindi, se lo scrittore vuole ricreare una reazione emozionale nel lettore, deve trovare una combinazione di immagini, oggetti o descrizioni che evochino proprio quella emozione. L’emozione compare proprio quando tutti gli elementi sono uniti nel posto corretto (come la combinazione di una cassaforte) e non vale se questi vengono spezzati o presi singolarmente.
•• Dai French Sympolist, Eliot prende la techinque of juxtaposition: gli elementi squallidi sono accostati a elementi poetici.
•• Altro mezzo stilistico usato da Eliot è la repetition of words, images and phrases di pagina in pagina, dando l’impressione di crescente musicalità (increasing musicalità) nell’opera.

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