Giorgjo di Giorgjo
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Amleto

L’Amleto fu scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602. L’opera più conosciuta di Shakespeare, apre la stagione delle grandi tragedie che affrontano la condizione umana nel mondo. Per scriverla, Shakespeare prende spunto dalle storie della Danimarca. La scena si apre con la morte di Elsinore, re di Danimarca, il quale spettro svela al figlio Amleto che ad ucciderlo è stato Claudio, zio del protagonista ed attuale re. Amleto vuole vendicare il padre, e pertanto si finge pazzo in modo da poter scoprire i colpevoli più facilmente. In uno scontro con la madre, Amleto uccide Polanio, padre di Ofelia, perché sta ascoltando i discorsi tra i due. Così Claudio capisce che Amleto è pericoloso, e allora lo manda in Inghilterra insieme a due amici che hanno il compito di ucciderlo. Intanto Ofelia impazzisce e si annega. Il fratello Laerte cerca di vendicarsi e Claudio propone un duello tra i due: mette del veleno sulla spada di Laerte, ma Amleto lo uccide, e prima di morire uccide anche Claudio ed affida a Orazio il compito di narrare la storia. Nel suo famoso monologo, Amleto esprime i suoi pensieri sulla vita e sulla morte, e pensa che tutti i mali possono essere superati morendo. L’uomo non sa però cosa c’è dopo la morte, e pertanto ha paura di questa. In poche parole, l’uomo preferisce soffrire piuttosto che andare incontro a qualcosa di inaspettato. Il motivo per cui Amleto spinge Ofelia alla disperazione e al suicidio non è spiegato da Shakespeare, e pertanto Amleto viene inteso come un personaggio folle disgustato da ciò che accade nel mondo. All’interno del poema muore la gran parte dei personaggi, poiché secondo Shakespeare soltanto la morte di tutto ciò che c’era prima può preparare un futuro migliore.

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