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L’opera shakesperiana: caratteri generali

La prima importante caratteristica delle opere di Shakespeare è la grande varietà di interpretazioni. Il suo linguaggio è così compatto e pieno di significato flessibile e espressivo che spesso richiede una profonda analisi letteraria per essere compreso.
Personaggi
Shakepseare non prende i suoi personaggi da un'unica classe sociale. In cima alla lista c’è quasi sempre un uomo reale o di sangue aristocratico, un re un duca un principe un nobile uomo. La gerarchia è fondamentale in tutte le sue opere. Dal re al duca la lista scende all’infermiere ai contadini ai servi. Le classi basse sono designate comunque in modo anonimo o in gruppi perché l’enfasi è concentrata sull’aristocrazia. Un'altra importante caratteristica è l’importanza dell’unione familiare:il padre e i figli, la madre e i figli , fratelli e sorelle .Queste relazioni ci appaiono spesso in maniera contrastante suggerendo un conflitto tra la nuova e la vecchia generazione. Infine ci sono corrispondenze simmetriche: 3 signori e 3 signore, 2 capi delle 2 famiglie e 2 castelli, 2 amanti 2 principi e 2 fratelli.

Fase di descrizione
All’inizio o durante una scena il lettore trova direzione. Molte di queste furono aggiunte dagli editori specialmente nel 18° secolo. Attualmente è il testo che offre informazioni sulla scena sul tempo, sul modo in cui i personaggi entrano sul palco e lo lasciano. Queste direzioni e descrizioni sono spesso date indirettamente nascoste in una domanda o in una metafora. Allora Shakespeare chiede la collaborazione attiva del lettore per fare entrare il dramma nella sua immaginazione.
Illusione doppia
Shakespeare permette al lettore di vedere l’azione sia sul palco e sia in una distanza da farglielo percepire dalla memoria, dalla vista, dal presentimento e dalle associazioni che appartengono anche alla sfera di poteri soprannaturali e cosmici.In questo senso all’opera è data un usuale dimensione dell’altezza e della profondità e la consapevolezza dei personaggi è estesa oltre la realtà di oggi giorno nella prospettiva universale.
La struttura
Shakespeare non da grande significato alla divisione tra gli attori; alcune volte questa divisione è imposta dopo. Nel teatro elisabettiano non c’erano sipari tra gli attori e l’opera andava avanti senza intervalli. Di regola, nell’opera di Shakespeare una scena è finita quando tutti i personagi hanno lasciato il palco. I soliloqui, gli interventi esterni rispetto alla scena, le introduzione narrate da un prologo o da un coro sono solo alcune delle convenzioni usate da Shakespeare che erano naturali in un palco dove i rapporti tra attori e il pubblico erano chiusi.
Varietà di stile
Shakespeare usa differenti linguaggi e azioni da dare al ritratto dei suo personaggi da diverse angolazioni , a primo piano e a distanza. Un personaggio deve improvvisamente cambiare ogni giorno in prosa dai versi solenni; la trama presenta un alternanza tra azioni simboliche e realistiche. Ci sono alcune volte delle scene allegoriche, cantate, musicali e danzate e di trasformazioni magiche.
Immagini
Il linguaggio di Shakespeare è caratterizzato da una molteplicità si livelli linguistici, da una grande varietà di figure retoriche: similitudini e metafore , parole oscure e arcaiche , allusioni mitologiche, parole nuove ,pause , assonanze e allitterazioni. Anche la varietà nella struttura del verso è imponente: Shakespeare ristruttura il regolare verso sciolto sempre più usato irregolarmente dal racconto ai prossimi.
La trama
Il progresso di un opera è di solito collegato alla chiarificazione graduale di cose che sono tenute misteriose al’inizio. I temi sono accennati ma il loro significato diviene molto più apparente più tardi. Opinione e assunzioni sono realizzate e sebbene esse sembrino senza importanza dalla durata, risultano essere decisive nelle scene dopo. C’è anche un frequente contrasto tra scene con piu personaggi e scene con meno, in pubblico o in privato , dedicate all’azione e dedicate alla riflessione. La maggior parte delle scene, con eventi cruciali, sono precedute e segnate da scene più corte la cui funzione è semplicemente di provvedere all’informazione. Inoltre eccetto in due drammi, Shakespeare trascura le tre unità di tempo luogo e azione così che la struttura del racconto sia più flessibile. Shakespeare alcune volte lascia alcune questioni aperte e lascia spesso il pubblico nel buio cosicché noi continuiamo a pensare alla risposta dell’enigma dopo che l’opera è finita.

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