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Solone e Atene: unità fra politica e poesia

Elegia alle Muse

La poesia politica di Solone ci permette di approfondire la conoscenza di quei principi morali e civili,grazie ai quali Atene fu l'unica città capace di comporre in un armonioso equilibrio due forse contrastanti, quella propulsiva del cittadino e quella costrittiva dello stato. La politica, tuttavia, non fu l'unica fonte di ispirazione a cui attinse il grande statista; spinto da una fortissima esigenza morale e religiosa, egli volle analizzare a fondo anche le leggi sulle quali si fondava la coscienza individuale e collettiva. In un lungo frammento noto con il titolo di Elegia alle Muse, egli affrontò una complessa indagine del comportamento umano in rapporto ai principi assoluti del bene,del male, della giustizia, della presenza continua della divinità sia nella vita individuale che in quella sociale. L'elegia si apre con un invocazione alle Muse, non più semplici ispiratrici di canto, secondo l'antica tradizione di Omero, ma dispensatrici di prosperità e di fama. Il poeta chiede alle dee di garantirgli "felicità e buona fama" (vv. 3 - 4), i beni che gli uomini desiderano di più insieme alla ricchezza, ma Solone consiglia di non volere la ricchezza a prezzo dell'ingiustizia, perchè ciò esporrebbe chi la possiede alla collera divina. Questo passo (vv 9-16) appare un vero e proprio compendio della morale arcaica:


[...]πλοῦτον δ' ὃν μὲν δῶσι θεοί, παραγίγνεται ἀνδρὶ
ἔμπεδος ἐκ νεάτου πυθμένος ἐς κορυφήν·
ὃν δ' ἄνδρες τιμῶσιν ὑφ' ὕβριος, οὐ κατὰ κόσμον
ἔρχεται, ἀλλ' ἀδίκοις ἔργμασι πειθόμενος
οὐκ ἐθέλων ἕπεται, ταχέως δ' ἀναμίσγεται ἄτηι·
ἀρχῆς δ' ἐξ ὀλίγης γίγνεται ὥστε πυρός,

φλαύρη μὲν τὸ πρῶτον, ἀνιηρὴ δὲ τελευτᾶι·
οὐ γὰρ δὴ‹ν› θνητοῖς ὕβριος ἔργα πέλει.[...]

La ricchezza che gli dei concedono, rimane per l'uomo
salda, dalla più profonda radice fino alla cima;
ma quella che gli uomini bramano con la violenza, e che non giunge
secondo ordine,ma obbedendo ad opere ingiuste,
segue contro voglia e subito vi si mescolano accecamento e sventura.
Nasce da poca cosa, come un incendio,
ma,insignificante dapprima, diviene poi rovinosa:
non durano, per i mortali, le opere di violenza.

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