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La poesia lirica era così chiamata perchè i componimenti venivano cantati o recitati con l’accompagnamento di strumenti a corda come la lira, la cetra o il tetracordo, a volte con il flauto, ed era opera di poeti che creavano versi e li cantavano secondo un sapiente uso dei diversi ritmi. Anche se la scrittura era conosciuta in Grecia fin da novecento anni prima della nascita di Cristo, i poeti per molti secoli non ne fecero uso. Essi preferivano cantare di fronte al pubblico ricordando i loro versi e a volte improvvisandoli. Anche per questo i componimenti sono brevi, musicali e intensi. La poesia lirica si sviluppò soprattutto nel corso del VII secolo a.C. , in un’epoca di espansione economica e sociale, e veniva presentata al pubblico in occasione delle feste religiose e civili dagli aedi o rapsodi, gli antichi poeti cantori. In primo piano non vi sono le narrazioni delle imprese di uomini e dei ( come nei poemi epici) o le rappresentazioni dei caratteri e delle passioni umane, ma le sensazioni, gli stati d’animo, le emozioni personali del poeta. I temi toccati dalle poesie dipendono dalle occasioni per cui sono state composte, ma in genere esprimono amore, gioia, dolore, sensibilità nei confronti della natura. I testi ci sono pervenuti spesso in forma di frammenti, perché le opere complete sono andate perdute nel corso del tempo e sono composizioni brevi, essenziali, molto musicali, anche se a volte è difficile renderne il ritmo e la melodia nella traduzione dal greco antico alla nostra lingua. Le poesie potevano essere cantate da una sola voce oppure da un coro.

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