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Poesia alessandrina


Caratteri della poesia alessandrina

Durante l’età ellenistica il ruolo del poeta subisce una variazione estremamente profonda: il poeta ora cataloga, seleziona e sistema i poemi dell’antichità all’interno della biblioteca e del Museo. È in questo contesto che nasce la filologia ( lo studio dei testi antichi per ripristinare il testo a come era stato concepito dall’autore). Stringono quindi un forte rapporto con i predecessori, essendo però calati in un contesto completamente diverso: il rapporto con i poeti precedenti non è basato sull’oralità o sull’auralità come avveniva in passato, ma sulla scrittura. Questo spiega l’importanza che assumono le dichiarazioni di poetica per i poeti alessandrini: spetta loro il merito di aver ristrutturato la poesia.

Cultura scritta

La poesia alessandrina tra le sue caratteristiche ha quella di essere indissolubilmente legata al supporto del libro. La poesia perde sempre più la caratteristica di performance: se nel passato era concepita come una recitazione in un contesto ristretto, di un pubblico limitato, durante l’età alessandrina la poesia è concepita quasi con una concezione moderna: una lettura individuale attraverso il libro che però coinvolge un numero di fruitori enormemente più grande (anche se riservato ai più eruditi).

Tradizione e innovazione

Compito della poesia alessandrina è quello di misurarsi con il passato: questo fa sì che i generi siano completamente stravolti da innovazioni strutturali, contenutistiche, metriche. La contaminazione è ormai dato acquisito.

Paradossale perdita

Se questa poesia era stata concepita per durare attraverso lo strumento del libro, paradossalmente oggi ne abbiamo pochi frammenti: ciò è dovuto la deterioramento del materiale e dal non apprezzamento della poesia alessandrina nei secoli successivi.
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