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Mosco e Bione (Poesia Bucolica)

Mosco

Allievo di Aristarco, visse nel 150 a.C. e fu continuatore di Teocrito. Scrive brevi componimenti bucolici in dialetto dorico, in cui mescola temi prettamente pastorali a altri decisamente amosori e talvolta mitologici. Nell'epillio Europa (che racconta il mito della fanciulla, Europa appunto, rapita da Zeus per la sua travolgente bellezza) utilizza il verso dell'esametro in lingua omerica e arricchiesce l'opera con numerose exfrasis (cioè descrizioni) del canestro della fanciulla.
Nell'opera 'l'eros fuggitivo', egli narra del mito della bella dea Afrodite, che perdette il suo figlioletto Eros. La dea promise quindi un bacio ('e ancor di più') a chi avesse ritrovato il suo amato bambino.
Tutte le altre opere a lui attribuite, sono spurie.

Bione

Visse nel II secolo a.C e morì, probabilmente, a causa di un avvelenamento. Scrisse ben 16 componimenti, tutti in dialetto dorico. Ricordiamo in particolare l'Epitaffio di Adone, un componimento di 96 esametri dorici, in cui l'autore svela tutto il suo interesse per la torbicità e la sensualità: il sangue macabro sul corpo nudo di Adone risulta affascinante, la figura della bella dea Afrodite nuda, insanguinata tra i rovi è seducente. Il bacio che la dea dona al cadavere di Adone risulta quindi più voluttuoso, che macabro.
Particolare è anche l'Epitaffio di Achille e Deianira, ove l'autore narra le avventure amorose che l'eroe ebbe a Sciro, nella stessa forma sensuale e 'orrida' del componimento precedente.

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