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Erodoto - L'oracolo più veritiero


All’inizio della sua opera Erodoto chiarisce le tre finalità che l’hanno indotto a scrivere il “ risultato della sua ricerca”: la volontà di strappare all’oblio le imprese degli uomini, il desiderio che non rimangano prive di gloria e la ricerca della causa del conflitto tra Greci e barbari. Finalità che egli sostanzialmente condivide con l’epos omerico. Ma, mentre l’epos trova nel dio la causa prima delle vicende umane, Erodoto la individua in un uomo, vissuto pochi decenni prima. L’uomo è Creso, re di Lidia che, preoccupato dell’espansione del regno di Ciro, intende fargli guerra. Prima di agire, però, vuole conoscere la volontà del dio e mette alla prova gli oracoli per capire quale sia il più veritiero. In gran segreto, in un giorno e in un’ora concordate preventivamente con i messi mandati presso i vari oracoli, mette a bollire in una pentola di bronzo una testuggine e un agnello, dopo averli fatti a pezzi. Nel medesimo istante, secondo quanto concordato, i messi interrogano i diversi oracoli, chiedendo che cosa stia facendo in quel momento il re. L’oracolo degno di fede risulterà essere quello di Delfi.

Ἡροδότου Θουρίου ἱστορίης ἀπόδεξις ἥδε, ὡς μήτε τὰ γενόμενα ἐξ ἀνθρώπων τῷ χρόνῳ ἐξίτηλα γένηται, μήτε ἔργα μεγάλα τε καὶ θωμαστά, τὰ μὲν Ἕλλησι, τὰ δὲ βαρβάροισι ἀποδεχθέντα, ἀκλέα γένηται, τά τε ἄλλα καὶ δι' ἣν αἰτίην ἐπολέμησαν ἀλλήλοισι.

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