Ominide 654 punti

La civiltà ellenistica

L'Ellenismo va dal 323 a.C., anno della morte di Alessandro Magno, al 31 a.C., anno della battaglia di Azio. Segna il passaggio da una civiltà orale-aurale (quando le opere storiche venivano lette pubblicamente) a una civiltà della scrittura, nella quale veicolo di trasmissione e tesaurizzazione del sapere diviene il libro, simbolo della nuova cultura. Il libro presupponeva una grande erudizione ricercata e cura dell'elaborazione formale. Il termine "Ellenismo" compare nella "Storia dell'Ellenismo" di Droysen, che ha esteso l'uso del termine dal campo linguistico a quello storico-culturale, individuando, in questo periodo, una fusione di elementi greci ed orientali a seguito delle conquiste di Alessandro Magno, instaurando un parallelo con la fusione avvenuta nel Medio Evo tra Romanità e Germanesimo.

Alessandro Magno voleva unire in un unico grande regno Oriente e Occidente. Per favorire la fusione tra popoli sposò una nobile fanciulla persiana e obbligò che i suoi ufficiali facessero la stessa cosa; si attribuì onori divini, pretendendo l'omaggio di prosternarsi al sovrano; realizzò un piano di sincretismo religioso e creò ibridi religiosi. Alla sua morte, le lotte fra i suoi generali (Diadochi) e i loro successori (Epigoni) divisero il regno macedone in quattro ulteriori regni: Siria, Egitto, Macedonia e Pergamo, i quali poi caddero nelle mani dei romani.
La più fiorente e ricca delle metropoli ellenistiche fu Alessandria, meta di numerosi poeti, letterati, grammatici, filosofi e scienziati. Qui Demetrio Falereo, signore di Atene, progettò la costruzione della Biblioteca e del Museo, realizzati poi sotto Falereo. Il Museo (tempio delle Muse) si ispirava al Peripato; qui vi risiedevano numerosi dotti, che ruotavano attorno la corte del sovrano, i quali potevano usufruire di numerose strutture contigue, tra cui la Biblioteca. A capo del Museo c'erano un sovrintendente (epistàtes) e un direttore (prostàtes), assai più importante. La Biblioteca raggiunse il suo massimo splendore all'inizio del I secolo a.C., contenendo circa 700.000 mila volumi, prima dell'incendio del 47 a.C. Accanto a quella di Alessandria, altre importanti Biblioteche furono quelle di Pergamo e Antiochia. A quel tempo Atene godeva di un grande prestigio: oltre sede del Peripato e dell'Accademia, fu la culla della Commedia Nuova, dello Stoicismo e dell'Epicureismo.
Durante l'Ellenismo si passa da un sistema democratico a uno monarchico: ciò genera due tendenze opposte ma complementari, il cosmopolitismo e l'individualismo. L'uomo greco si trova proiettato in un mondo senza confini e deve confrontarsi con culture diverse dalla sua, spesso portatrici di valori alternativi rispetto a quelli in cui era stato educato. L'apertura di orizzonti, in un'immensità caotica, porta l'uomo, che non si riconosce cittadino del mondo, a chiudersi in se stesso alla ricerca di un equilibrio stabile: così individualismo e cosmopolitismo coesistono paradossalmente e sono manifestazioni dello stesso stato d'animo. Inoltre, con l'avvento delle monarchie, tutti i cittadini vengono trasformati in sudditi.
Da qui la diffusione di dottrine filosofiche, a sfondo etico, come l'Epicureismo e lo Stoicismo, che promettono all'uomo il conseguimento dell'atarassia e dell'apatia, cioè dell'immunità dai turbamenti e dalle passioni. Anche la scienza conosce una grande fioritura; soprattutto ad Alessandria si riuniscono i più importanti scienziati che possono usufruire di strutture messe a disposizione dal sovrano.
Caratteristica significativa dell'Ellenismo è la diffusione della koinè diàlektos, cioè la lingua parlata comune (dialettale), di base ionico-attica, che finisce per divenire la lingua ufficiale delle cancellerie e della pubblica amministrazione. A differenza della lingua scritta, che rimane inalterata, quella parlata va progressivamente modificandosi, risultando più dinamica e aperta alle innovazioni lessicali e sintattiche. Ciò avviene per eliminare le forme non sentite proprie della stessa koinè. In questo periodo i letterati diventano sudditi del sovrano, cosicché la produzione letteraria assume caratteri del tutto nuovi. I poeti, ad esempio, ricercano un'arte sempre più raffinata ed erudita, caratterizzata dal labor limae. Nascono nuovi generi letterari, come l'epillio e l'idillio e si diffondono tematiche erotiche, simposiache, naturalistiche, psicologiche e introspettive. Il mito si svaluta, collocato solamente in una dimensione letteraria e fantastica.

Hai bisogno di aiuto in Letteratura Greca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove