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Le nuvole

Sono del 423. Le "nuvole prime" ebbero un'accoglienza di pubblico ben diversa da quelle che ricevettero i cavalieri. Le nuvole risultarono un fiaschio benché Aristofane le considerasse il frutto migliore della sua commedia. Allora Aristofane compose le "nuvole seconde" ma non si sa se e come vennero rappresentate. Ci sono 3 ipotesi:
1. Il testo pervenuto a noi sia della 1ª versione
2.il testo pervenuto a noi sia della 2ª versione
3. Il testo giunto a noi sia una contaminazione di entrambe le versioni.
L'obiettivo è lo spirito dei tempi nuovi incarnato nel filosofo Socrate, rappresentato come uno dei tanti sofisti che seducevano i giovani ateniesi per trasmettere un sapore maggiore delle generazioni precedenti e per ottenere più successo.

Nel prologo della commedia compare uno dei due personaggi principali il contadino Strepsiade (è un nome parlate da strego "capovolto") attaccato al suo ambiente, avaro che vede attaccati i suoi beni non più dalla guerra, bensì dalla prodigalita del figlio Fidippide (altro nome parlante: amante dei cavalli), che ha dissanguato il patrimonio paterno era costretto il padre a fare dei debiti. Il padre è preoccupato dall'attacco dei creditori e si rivolge ai vicini(sofisti), capaci di stravolgere la giustizia con l'abilità della parola. Socrate si reca da socrate e dai suoi discepoli che stanno parlando di questioni inutili. La accasa di Socrate è chiamato (phrontisterion). Strepsiade non è in grado di assimilare le sottigliezze della parola e quindi Socrate lo dichiara inadatto; allora Strepsiade costringe il figlio ad iscriversi in questa scuola (poiché è stato lui a cacciarlo nei guai). Quando Filippo frequenta per la prima volta questa storia assiste al primo agone, in cui si parla di discorso giusto e ingiusto (che incarna in pensiero sofistico che è bersaglio della satira da parte del pensiero poetico). Il tema è quello che sviluppa da Protagora: rendere più forte il discorso più debole. Tornato a casa Filippine trova alla porta i creditori e utilizzando i metodi dialettici della scuola di Socrate li mette in fuga. Strepsiade esulta e per celebrare questa vittoria decide di imbandire un banchetto, ma ad un certo punto Strepsiade chiede al figlio di intonargli un canto, ma Filippide gli risponde che è una parruccone e che va di moda Euripide è così Gli recita uno dei passi più scandalosi di Euripide. Il padre si altra e non poco, così Filippide alza le mani sul padre (una delle colpe più scandalose di tutta l'antichità). In un secondo agone Filippide vuole dimostrare al padre che ha fatto bene ad alzare le mani contro di lui: parte dal vecchio proverbio secondo cui i vecchi sono due volte fanciulli e partendo di qui gli chiede se quando era piccolo lo picchiava Strepsiade risponde si per il suo bene, e allora il figlio dice cosa ti lamenti sono io adulto tu sei due volte fanciullo. Strepsiade furioso da fuoco al pensatoio di socrate. Questo è l'esodo.
La Parodo tratta il tema del rapporto con il proprio pubblico, pur senza trascendere rivolge ai propri spettatori parole di aspra lamentela poiché hanno bocciato le nuvole prime. La parabasi è quella delle nuvole seconde.

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