Habilis 4376 punti

Baudelaire: Perdita d’aureola: commento


Testo

Come, voi qui, mio caro? In un bordello, voi, il bevitore di quintessenza, voi, il mangiatore d’ambrosia!
“Mio caro, sapete quanto temo i cavalli e le carrozze. Poco fa nell’attraversare il Boulevard, in gran fretta, mentre saltellavo nel fango tra quel caos dove la morte giunge al galoppo da tutte le parti tutt’in una volta, la mia aureola è scivolata a causa di un brusco movimento, giù dal capo nel fango del macadam. Non ebbi il coraggio di raccattarla, e mi parve meno spiacevole perder le insegne, che non farmi rompere le ossa. E poi, ho pensato, non tutto il male viene per nuocere. Ora posso passeggiare in incognito, commetter bassezze, buttarmi alla crapula come il semplice mortale. Eccomi qua, proprio simile a voi, come vedete!”
“Per lo meno dovreste mettere un avviso per chi trovi quest’aureola: farla richiedere dalla polizia urbana”.
“No, in fede mia! Sto bene qui. Mi avete riconosciuto solo voi. D’altronde la dignità ci annoia, e inoltre penso con gioia che qualche poetastro la prenderà su e se ne incappellerà impudentemente. Fare la felicità del prossimo, che gioia! E specialmente d’un prossimo che mi farà ridere!
Pensate a X…. o a Z …..! Eh! che bellezza!”

Commento


Si tratta di una prosa che è insieme allegorica e satirica. Perché “allegorica”? I poeti, almeno da Dante e Petrarca in poi, erano i cosiddetti “poeti laureati”, nel senso che avevano in testa una corona d’alloro (=lauro), una corona d’alloro significava il riconoscimento della funzione sacra della poesia e del poeta. Petrarca verrà addirittura incoronato in Campidoglio con la corona d’alloro. Questo poeta, invece, ha perso la sua aureola che, tuttavia, non va scambiata con l’aureola dei santi.

In forma di aneddoto, Baudelaire ci racconta di uno strano episodio cittadino: questa aureola gli cade dal capo e, naturalmente l’incidente è da leggersi in senso allegorico. Il poeta ha perso la sua aureola, ha perso la sua corona d’alloro, cioè ha perso, fuor di metafora o fuor di allegoria, la sua sacralità, la sua investitura, non è più la coscienza critica della società, il portavoce dei suoi ideali, non è più cioè quello che si chiamava un tempo “il poeta-vate”, il poeta oracolare, il poeta-sacerdote, insomma la coscienza collettiva di una certa società. E’ come se, a causa di certi cambiamenti epocali, il pubblico avesse ritirato il suo mandato al poeta, avesse ritirato la sua investitura, gli avesse tolto insomma quel carisma, quella sacralità che appunto si identifica allegoricamente nell’aureola.
La prosa è costituita essenzialmente da un breve dialogo. Nella vita di Parigi, così caotica, il poeta ha perso nel fango l’aureola di poeta ed ora sta raccontando l’episodio ad un amico, che mai avrebbe pensare di incontrare in un luogo così infimo, come un bordello. La scelta del bordello non è dovuta al caso: fra il bordello e il poeta esiste una certa correlazione perché la condizione delle prostitute è simile a quella del poeta che viene pagato per celebrare quanto gli viene commissionato. Inoltre chi frequenta luoghu simili resta di solito nell’anonimato, e tale condizione è la stessa del poeta moderno perché egli non vive più nell’ Olimpo (cfr. riga 1: non beve quintessenza, né ci ciba ambrosia come gli Dei della poesia classica), ma è solo uno qualsiasi sperduto nell’anonima della folla. Da sottolineare che la perdita dell’aureola (intesa come perdita della qualifica di “poeta”, come si intende normalmente) non è affatto qualificante: il poeta è consapevole che tale perdita è alla base del cammino che conduce alla modernità e ha un effetto positivo e qualificante per la poesia. Colui che raccoglierà quell’aureola e se la metterà in testa non sarà mai un vero poeta, sarà un dilettante di scarso valore, un artista arretrato e di infima qualità. E in questo concetto si può trovare anche una sottile vena ironica.

Hai bisogno di aiuto in Letteratura Francese?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove