Digital Skills e Soft Skills: le competenze che “valgono” di più nel mondo del lavoro

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Trovare lavoro oggi è di per sé un... lavoro. Bisogna avere le idee chiare, sapere con precisione cosa si cerca, rivolgersi ai canali giusti. Ma, soprattutto, si deve avere una ‘cassetta degli attrezzi’ il più fornita possibile. Tanti gli aspetti da curare per rendersi appetibili da aziende e recruiter. Su tutti, però, ce ne sono due che non è proprio possibile trascurare: le competenze digitali e quelle trasversali. Passiamo una vita ad essere valutati su materie scolastiche e universitarie, ma paradossalmente nessun prof ci restituisce un riscontro su queste competenze, oggi ritenute fondamentali per trovare lavoro. Da un lato, infatti, la rivoluzione tecnologica ha reso impensabile proporsi per un posto di lavoro, in qualsiasi campo, senza avere un minimo di abilità tecniche e informatiche. Il digitale è ormai dappertutto, anche nella vita di tutti i giorni. Dall’altro, siamo in un momento in cui la parola d’ordine è cambiamento e innovazione. Per questo è fondamentale avere capacità di adattamento alle situazioni più varie. Ed è qui che intervengono le cosiddette soft skills: quelle competenze trasversali che rendono più ricco il curriculum di un candidato, proprio per questo richiestissime dai selezionatori. Ma quali sono, nello specifico, le caratteristiche che ogni professionista di oggi dovrebbe possedere?

Soft Skills, le competenze più “spendibili”

Iniziamo proprio dalle soft skills. A focalizzarci sulle più considerate in fase di colloquio (e valutate nel lavoro quotidiano) ci aiuta uno studio effettuato da Adecco. L’agenzia leader nella selezione del personale ha individuato le competenze più apprezzate e il loro ‘peso’ secondo i recruiter. Nettamente al primo posto c’è la Conoscenza dell’Inglese, richiesta quasi in 1 caso su 2 (soprattutto se si tratta di lavori di segreteria o nel settore acquisti). Poco sotto c’è l’Orientamento alla qualità, la focalizzazione su standard elevati, specie se si lavora nel digital e nell’Information Technology. Terzo gradino del podio per la capacità di Team Working: saper lavorare in gruppo è un’abilità chiave ovunque, con picchi negli ambiti commerciale e marketing. Molto simile il valore che viene dato al Problem Solving e Analisi. Completano il quadro l’Autocontrollo e l’Orientamento al cliente. Tutte competenze che, per molte categorie di lavoratori, potrebbero avere un impatto positivo anche in termini di stipendio (fino al 42% in più).

Digital Skills, le più richieste per trovare lavoro

Passando, invece, a considerare le digital skills, spunti interessanti sono quelli che emergono dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Competenze Digitali 2018 di Assintel (l’Associazione Nazionale Imprese ICT, facente capo a Confcommercio). Partiamo col dire che il peso delle competenze legate alle nuove tecnologie, il cosiddetto DSR (Digital Skill Rate) influisce ormai tra il dieci e il vento per cento nell’affidamento di un lavoro (molto dipende dal settore e dal livello di informatizzazione dei processi del singolo contesto). I nuovi trend digitali come l’Intelligenza Artificiale, la Robotica, il Cloud e i Big Data stanno creando e creeranno nel prossimo futuro migliaia di nuovi posti di lavoro. Avere le giuste competenze quindi è fondamentale per farsi trovare pronti. La prima competenza chiave ‘codificata’ dall’Osservatorio si chiama Applicate ed è la capacità di usare strumenti e software nei processi operativi e decisionali. Una seconda skill molto richiesta riguarda le Tecniche ICT (più vicina a chi si occupa di soluzioni per piattaforme tecnologiche). Tutti gli altri, però, non possono sfuggire dalle Competenze di Base (per l’uso quotidiano di strumenti informatici). Per chi, infine, utilizza le risorse informatiche per lo scambio di informazioni e per le attività di comunicazione sono ben valutate le capacità di Brokeraggio Informativo.

Hai le competenze che servono nel mondo del lavoro? Scoprilo con PHYD

Tuttavia, le pagelle e i libretti universitari che abbiamo collezionato non sono utili a capire se ne siamo dotati o meno. Come fare quindi a capire di quali delle competenze appena elencate si è in possesso e con quale agilità si riescono a maneggiare? The Adecco Group, in collaborazione con Microsoft, ha creato uno strumento molto utile e intuitivo: si chiama PHYD ed è la prima piattaforma online in lingua italiana – che fa parte del più ampio progetto Ambizione Italia, basata sul Cloud Computing e sull’Intelligenza Artificiale (IA) - che aiuta a orientarsi nel proprio percorso formativo, capendo quali competenze devono ancora essere acquisite, quali sono già nel nostro bagaglio e quali necessitano di un approfondimento. Le prime professionalità mappate da PHYD riguardano quelle legate all’ICT, come ad esempio figure tecniche e ingegneri informatici, matematici, digital e innovation manager, ma presto saranno aggiunti tutti i profili occupazionali di tutti i settori.

L’indice di ‘occupabilità

Attraverso un test online si potrà valutare qual è il proprio ‘Indice di Occupabilità’: una percentuale – costruita confrontando il profilo individuale con statistiche ufficiali e banche dati di settore - che indicherà in che misura si è pronti per candidarsi per la professione dei propri sogni. Ma PHYD è anche uno strumento per la formazione e l’orientamento che, dopo una prima valutazione delle hard skills già in possesso, individua quali percorsi sono più indicati per acquisirne di nuove, facendo leva su un ecosistema digitale che comprende articoli, video-corsi e webinar. Nel corso del 2019, PHYD diventerà anche uno spazio fisico nel cuore di Milano, che ospiterà corsi, workshop, talk ed eventi. Naturalmente con le skills al centro.


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