Carla Ardizzone
Autore
ragazza che studia

Mettere in pausa la ricerca dell'anima gemella per dedicare i vent'anni esclusivamente alla costruzione della propria indipendenza: non si tratterebbe solo di ambizione, ma di matematica finanziaria.

Tra i 20 e i 30 anni, ogni euro risparmiato e ogni ora investita su se stessi danno un certo vantaggio: chi sceglie di restare single in questo decennio può eliminare le 'spese invisibili' del dating e della vita di coppia, arrivando a trent'anni con un patrimonio netto che — in alcuni scenari di risparmio e investimento — può essere fino al 50% più alto rispetto a chi ha relazioni serie.

Ma si tratta davvero di una via preferenziale per il successo o stiamo solo scambiando la ricerca della felicità con un migliore saldo in banca? La risposta si nasconde in un delicato equilibrio tra opportunità economiche, differenze di genere e costi "invisibili".

Indice

  1. Non avere relazioni serie a 20 anni porta a guadagnare di più?
  2. Donne, famiglia e lavoro: childirth penalty e il "secondo lavoro"
  3. Il paradosso del "Marriage Premium" 
  4. Rimandare relazioni stabili può avere altri costi?

Non avere relazioni serie a 20 anni porta a guadagnare di più?

I vent'anni rappresentano la fase in cui il proprio 'valore di mercato' gode della massima flessibilità. Ricerche condotte presso istituzioni come la London School of Economics confermano che i single sotto i 30 anni mostrano una propensione significativamente maggiore alla mobilità geografica e a ritmi lavorativi intensi, fattori che accelerano drasticamente la progressione di carriera. 

A ciò si somma un vantaggio finanziario diretto: incrociando dati sui costi sociali del dating con modelli di finanza comportamentale, emerge che le spese correlate possono assorbire una fetta rilevante del reddito. Se queste risorse venissero investite, si potrebbe generare una differenza di patrimonio vicino al 50% nell'arco di un decennio.

Donne, famiglia e lavoro: childirth penalty e il "secondo lavoro"

Per le donne, restare single nei vent'anni non solo può rappresentare un vantaggio, ma una strategia difensiva. La scienza economica, guidata dal Premio Nobel Claudia Goldin e dall'economista Henrik Kleven, ha ampiamente documentato la "Childbirth Penalty": il crollo del reddito femminile che avviene dopo la nascita del primo figlio.

Accumulare capitale e raggiungere posizioni senior prima dei 30 anni potrebbe servire a costruire una "fortezza finanziaria". Una donna che arriva alla maternità con una carriera solida e un patrimonio già investito può assorbire meglio l'urto economico del calo del reddito.

Inoltre, la sociologa Arlie Hochschild ricorda che il matrimonio porta con sé il "secondo turno": le donne in coppia svolgono ancora oggi la maggior parte del lavoro domestico non retribuito. Restare single significa riappropriarsi di quel tempo per scalare la gerarchia aziendale.

Il paradosso del "Marriage Premium" 

Esiste però un'eccezione curiosa: il "Marriage Premium". Le statistiche mostrano che gli uomini sposati tendono a guadagnare di più dei single. Perché? Spesso le aziende vedono nell'uomo sposato una figura più stabile e affidabile.

Tuttavia, qui sta il paradosso: mentre l'uomo sposato può avere uno stipendio più alto (il "soffitto" del reddito), il single accumula ricchezza più velocemente grazie a spese minori e maggiore propensione al rischio.

Per le donne, il discorso è diverso: studi hanno dimostrato che le sposate subiscono una svalutazione salariale non solo per la maternità effettiva, ma anche per la percezione della loro minore disponibilità lavorativa rispetto alle single.

Rimandare relazioni stabili può avere altri costi?

Ogni scelta finanziaria ha costi e opportunità. Posticipare la stabilità relazionale può voler dire investire sulla propria crescita personale, proprio nel momento il mondo del lavoro e della formazione lo richiede, magari bruciando sul tempo "la concorrenza". Ma d'altro canto, in caso si voglia mettere al mondo dei figli, rimandare scelte legate alla sfera sentimentale ed emotiva può avere i suoi costi, non solo prettamente economici ma anche emotivi.

Ad esempio aspettare un'età eccessivamente matura espone entrambi i sessi ai costi legati all'abbassamento della fertilità, in particolare per le donne, e a conseguenti cure mediche. Si inizia poi a parlare della trappola della "Sandwich Generation" per chi ritarda la genitorialità, che rischia di trovarsi a gestire figli piccoli e genitori anziani contemporaneamente. Insomma, in entrambi i casi si parla di uno stress finanziario e psicologico che può annullare i vantaggi della carriera costruita in gioventù. 

La sfida resta capire se quell'ipotetico vantaggio del 50% sul conto corrente sia sufficiente a compensare il rinvio della stabilità emotiva: un calcolo che non si fa con la calcolatrice, ma con la visione che ognuno ha del proprio futuro.

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