Educatore professionale: un laureato che lavora

educatore professionale

Il nostro viaggio tra i professionisti "introvabili" super-richiesti dalle aziende continua. Dopo il conducente di furgone e il prorammatore informatico, è la volta dell'educatore professionale. Questa figura è al 10° posto tra i laureati che le imprese cercano ma faticano a trovare, con il 24% di assunzioni difficili sui laureati del 2014 secondo i dati Excelsior-UnionCamere. Ma chi è esattamente l'educatore professionale e quali sono gli studi universitari necessari per diventarlo? E dove lavora? Per rispondere a queste domande usiamo i dati AlmaLaurea e Isfol, che scattano una nitida fotografia di questo professionista: ne parliamo insieme su Virgin Radio durante l'appuntamento del mercoledì con "gli introvabili" all'interno della trasmissione Buongiorno Dr. Feelgood.

L'università Bicocca di Milano spiega la figura dell'educatore professionale

QUALI STUDI PER DIVENTARE EDUCATORE PROFESSIONALE? - Per diventare Educatore Professionale, è necessario completare il Corso di Laurea triennale o di I livello in Educatore Professionale Sanitario (una delle lauree delle Professioni Sanitarie) o il Corso di Laurea triennale o di I livello per Educatore Professionale (una delle lauree di Scienze dell'Educazione e della Formazione - Educatore Professionale Sociale, Educatore Nido, Formatore Continuo). Invece, per diventare Educatore Socio Culturale, come illustra AlmaLaurea, è necessaria una laurea magistrale (la consegue il 98%), in ambito soprattutto psicologico (42%) e insegnamento (37%), a seguire politico-sociale (11%) e letterario (7%). In particolare, conseguono il titolo frequentando, oltre al classico corso di laurea in Psicologia, anche corsi in Programmazione e gestione dei servizi educativi, Scienze pedagogiche, ma anche Servizio sociale e politiche sociali, e Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua. In genere la maggioranza degli educatori svolge almeno attività di tirocinio durante gli studi: è ben il 70% a dichiararlo.

E DOPO LA LAUREA? - Il percorso post-laurea sembra particolarmente importante per l'educatore professionale. Quasi i tre quarti lo intraprende, di vario genere: in particolare tirocini (36%) , ma anche scuole di specializzazione (25%) e stage in azienda (17%) nonché corsi di formazione professionale e collaborazioni volontarie. Molto spesso tuttavia l'educatore professionale comincia a lavorare contemporaneamente agli studi: il 22% prosegue poi lo stesso lavoro anche dopo la laurea, il 26% invece propende per il cambiamento.

DOVE LAVORA L'EDUCATORE PROFESSIONALE? - E una volta entrati nel mondo del lavoro, dove si inseriscono? A bene vedere, il loro must è, per eccellenza, l’ambito dei servizi, in particolare quelli sociali e alla persona (72%) o dell’istruzione e ricerca (19,5%). E lo fanno per lo più con un contratto di lavoro stabile (59%, contro il 70% della media), in particolare a tempo indeterminato (54% contro il 46%), anche se, una quota significativa è ancora impegnato, a cinque anni dalla laurea, con un contratto a termine (24 contro 17%). C’è da dire che oltre la metà, 59% ha un contratto di lavoro part time (è il 17% per la media). Fattore che influenza il guadagno, che resta ovviamente inferiore alla media: 860 euro contro 1.336 euro netti mensili della media. Eppure, per loro, la corrispondenza tra studi compiuti e professione c’è: l’84% ritiene il titolo almeno abbastanza efficace per lavorare.

CHE TIPO DI LAVORO FA? - L'educatore professionale opera quindi in particolare nell'ambito educativo, sociale e riabilitativo. Secondo Isfol, questo avviene soprattutto all'interno di "specifici progetti educativi e riabilitativi, nell'ambito di un progetto terapeutico elaborato da un' équipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana". Un loro tipico impiego riguarda l'inserimento o il reinserimento in società dei soggetti in difficoltà, con la gestione di interventi educativi che li aiutino a raggiungere livelli sempre più avanzati di autonomia. Svolgono il loro impiego all'interno di strutture come ospedali, carceri, ma anche Province, Regioni, Comuni. E poi case famiglia, comunità terapeutiche, case di cura, case di riposo, cooperative, centri di accoglienza, ecc.

In particolare devono (in ordine di importanza):
- Analizzare la documentazione medica
- Curare il reinserimento del paziente nel contesto sociale
- Insegnare ad avere cura di se e della propria persona
- Individuare la metodologia di intervento sulla disabilità di pazienti psichiatrici
- Collaborare con i colleghi o altri operatori sanitari
- Eseguire interventi di prevenzione secondaria
- Predisporre il piano riabilitativo
- Fare la valutazione funzionale del paziente
- Incontrare i pazienti e i loro familiari

CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE L'EDUCATORE PROFESSIONALE? - Le conoscenze necessarie alla professione dell'educatore professionale, vista la sua area di lavoro, rientrano soprattutto nell'ambito della psicologia e della riabilitazione. Tuttavia per svolgere questo impiego è cruciale possedere alcune caratteristiche personali particolari: ad esempio, una grande adattabilità e una forte propensione all'ascolto. Fondamentale è saper comunicare e comprendere, e avere una forte propensione a mettersi al servizio di chi ne ha bisogno. Oltre a ciò sono importanti un certo senso critico e la capacità di riuscire a trovare la soluzione ottimale per la problematica che si sta affrontando. L'educatore professionale deve avere poi una personalità socievole e cooperativa, generosa, ma anche intraprendente ed efficiente, ben organizzata. La sua opera è particolarmente orientata verso il prossimo, e per questo trovare la propria soddisfazione ad assistere e prendersi cura degli altri rappresenta una marcia in più.

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