Massimiliano Dona, come diventare avvocato

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

 come diventare avvocato, Massimiliano Dona

Come diventare avvocato

– Ogni anno migliaia di studenti decidono di studiare legge per arrivare poi un giorno a vestire la toga. Ma, laurea in giurisprudenza a parte, che cosa serve veramente per diventare avvocato? Skuola.net lo ha chiesto ad un esperto del settore, che della legge ne fa uno strumento in difesa dei più deboli: Massimiliano Dona, il segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori.


Massimiliano Dona,

come si diventa avvocato

?
La prima caratteristica che deve avere un buon avvocato è senza dubbio l’intuito: non è possibile conoscere tutte le leggi a memoria ma è necessario sapere al volo dove andare a cercarle. Sapere individuare il caso e saper cercare la norma che può servire. La creatività, può sembrare strano, è molto importante in un lavoro da avvocato: serve a trovare il giusto percorso, la strategia difensiva.

L’intuito. E poi che cos’altro serve per diventare avvocato?
Bisogna sapere essere dinamici e flessibili. Ogni giorno ci si trova di fronte a persone diverse l’una dall’altra. Ogni storia è diversa una dall’altra. Bisogna sapersi relazionare sia con le aziende che con i privati per riuscire ad ottenere un incarico. L’avvocato, va detto, è un mestiere che risale a tempi antichissimi: Cicerone, ad esempio, perorava le cause in pubblico. Quindi si tratta di una figura che appartiene alla storia dell’essere umano.

Dopo la laurea, come si diventa avvocato?
Bisogna iniziare quanto prima a lavorare: esiste infatti il praticantato e consiglio a tutti di svolgere nel migliore dei modi. Si tratta di due anni a disposizione per imparare quanto più possibile. Non accontentatevi di fare da segretaria a un altro avvocato: accettate di lavorare fino a notte fonda ma assicuratevi di respirare l’atmosfera di uno studio e di un tribunale. Dovete andare alle udienze, ad incontrare i clienti e a cercare tutta la documentazione necessaria. La teoria studiata sui libri e ben poca cosa rispetto a quello che succede in tribunale. In quei due anni si riesce a capire che tipologia di avvocato si vuole diventare.

Che significa?
Ci sono tanti modi di diventare avvocato: civile, penale, amministrativo. C’è quello che va in udienza e quello invece che non mette mai piede in tribunale e magari si occupa delle ricerche o di incontrare il cliente. E’ importante infatti saper scegliere al meglio a chi affidarsi: il dominus, l’avvocato che ti segue in questi due anni, deve essere abbastanza saggio da saperti istruire sul maggior numero di situazioni.

Dopo il praticantato?
Si accede all’Esame di Stato da avvocato e, una volta superato, si ottiene l’iscrizione all’albo e l‘abilitazione da avvocato e si può lavorare a pieno regime. Si può ottenere l’abilitazione da avvocato già dopo un anno di praticantato per iniziare a patrocinare cause in proprio diventando di fatto quel che si dice “mezzo avvocato”.

Come lavora un avvocato in difesa dei consumatori?
Abbiamo ribaltato il personaggio manzoniano dell’Azzeccagarbugli che usava la sua oratoria per intimidire e confondere un uomo più umile. Noi per i consumatori facciamo l’opposto: cerchiamo di semplificare le norme per far capire che i diritti delle persone vanno rispettati. Oppure, quando necessario, vanno fatti rispettare.

Quanto ti piace il tuo lavoro?
Moltissimo, ovviamente non lo cambierei con nulla al mondo. Dopo vent’anni di carriera posso dire di non essermi mai annoiato: ho già cambiato ambito tre volte. Per me il mestiere di avvocato è un continuo viaggio di scoperta. Se fatto con etica e coscienza, inoltre, offre enormi soddisfazioni. Soprattutto se riesci a difendere coloro che ne hanno bisogno.

Lorena Loiacono

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