4 idee per avviare una start-up

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Di Redazione

Sviluppare un'idea di business funzionale è sempre molto difficile: con queste 4 idee proviamo a suggerirvi nuova linfa per avviare una start-up

"come avviare una start up"
Avere una idea e decidere di aprire una società per cercare di sviluppare il proprio business. Sei praticamente sicuro che questa idea possa cambiare il mondo ma il primo problema è cercare di convincere alcune persone a credere nel tuo progetto. Ah, quelle ricche ovviamente. Come avviare una start up? Non è facile, ma non impossibile.
Potresti già avere pianificato come spendere i milioni di euro che guadagnerai grazie alla tua idea, ma sfortunatamente le cose non vanno sempre come si vorrebbe e il 90% delle start-up muore al primo ostacolo che intercorre sulla propria strada.
Gestire una start-up da studente universitario richiede molto impegno, dedizione e soprattutto molto lavoro per cercare di sviluppare il proprio progetto e raccogliere finanziamenti utili: esso rappresenta la vera e propria sfida e proprio senza tutto ciò non è possibile partire.

Seed Venture Capital


In Italia è ancora poco sviluppato ma il Seed Capital è la giusta soluzione per gli investimenti nelle start-up e soprattutto rappresenta la prima fase per raccogliere fondi e avviare l’impresa. Chi non hai mai sentito prima d’ora questo termine non deve stupirsi: è una pratica presente soprattutto negli USA e poco utilizzata in Europa. Ma in cosa consiste? Il Seed Capital non è nient’altro che quel capitale finanziato raccolto dall’imprenditore per poter avviare la propria attività ancora in stato embrionale. Ma chi sono i finanziatori? Semplice, altri imprenditori che credono nel progetto acquisendo una quota di partecipazione all’interno della start-up in modo tale da favorirne la nascita, sviluppo e realizzazione del core business.
“In altre parole – ha dichiarato Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi - il venture capital è un fattore di crescita e, pur nelle difficoltà del mercato italiano, ha favorito negli anni lo sviluppo e l'evoluzione del nostro sistema produttivo”.

Crowdfunding


Il <a href="http://www.sostudenti.it/lavoro-e-stage/avviare-start-up/cose-il-crowdfunding-e-come-funziona">Crowdfunding è esattamente quello che “dice” la traduzione in italiano</a>: ovvero “finanziamento dalla folla”. Con una definizione generale, quindi, il crowdfunding è un metodo per ricercare capitali, attraverso determinati portali dedicati, nel mondo di internet, sfruttando la potenza dei social-network per fare da “passaparola” ad un pubblico vasto che, se convinto dell’idea propostagli, potrà supportarla decidendo di investire somme denaro libere o determinate, fino al raggiungimento della “quota-obiettivo” prefissata dall’ideatore del progetto. Questo processo di finanziamento rappresenta, per l’ideatore del progetto, la soluzione più efficace per evitare i “NO” sonanti che altrimenti riceverebbe da banche od istituti di credito, soprattutto in mancanza di garanzie da offrire.
Esistono diverse tipologie di crowdfunding:

  • Donation Based: in questo caso colui che investe e finanzia il progetto lo fa attraverso una donazione. Quindi al donatore non spetta alcun tipo di ricompensa al seguito della liberalità.

  • Rewarded Based: chi investe con questo modello di raccolta ha diritto ad una ricompensa non monetaria. Il premio consiste, normalmente, in una prototipo, una partecipazione al progetto finanziato, o anche semplicemente un ringraziamento via email o un braccialetto. E’ il modello più diffuso.

  • Lending Based: trattasi di microprestiti a persone o imprese a prezzi più favorevoli rispetto a quelli di mercato

  • Equity Based: è l’unica forma regolamentata in Italia dalla Consob. Con essa il finanziatore partecipa con capitale di rischio al progetto stesso. L’equity crowdfunding è rivolto alle start-up innovative che potranno quindi richiedere fondi online tramite piattaforme certificate dalla Consob per tutelare sia l’imprenditore che il finanziatore.


Amici e famiglia


In questo caso l’idea è molto simile a quella del crowdfunding ma molto più vicino a casa. Perché non chiedere ai genitori un piccolo prestito o un investimento che ti possa aiutare a metterti in carreggiata per avviare il tuo business? Se questa non è un’opzione praticabile allora perché non chiedere ai vostri amici di università che abbiano del denaro da spartire con voi? Magari proponendogli di entrare a fare parte della vostra start-up e portando avanti, insieme, il progetto. In ogni caso cercate e chiedete ad ogni vostro amico di supportarvi, se rifiuteranno di darvi una mano “economicamente parlando” allora potranno essere un ottimo strumento di pubblicità che, attraverso il passaparola, potrà aiutarvi ad essere conosciuti nella vostra zona fino ad arrivare, con un po’ di fortuna, alle orecchie “giuste” di colui che vorrà finanziare la vostra idea. (anche feedback)

Non raccogliere alcun capitale


Ebbene sì, può suonare strano ma dovete crederci. Avviare una impresa è molto difficile e ovunque ti possa portare pagherà sempre, anche perché in questo periodo potrete imparare molto dai vostri compagni di start-up. Le vostre skills si svilupperanno e, a curriculum, potrete inserire abilità che avrete appreso sul campo, sempre molto apprezzate dai selezionatori anche nel malaugurato caso in cui la start-up non riuscisse a prendere vita. In ogni caso l’università è un ottimo posto dove poter apprendere in gruppo e poter sognare in grande: creare progetti futuribili senza dover, ad ogni costo, ricercare fondi a destra e a sinistra. Pochi soldi ma molto buoni. Se siete in tanti a fare parte del progetto riuscirete, se Dio vuole, a partire senza l'aiuto di esterni, grazie al sacrificio di ognuno che, per il bene comune, altro non è che un investimento per il proprio futuro. E poi volete mettere rispetto che dover dipendere da altri?

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