Video appunto: Petronio - Satyricon: trama

Satyricon



Trama



La storia, narrata in prima persona dal protagonista Encolpio, si apre in una Graeca urbs, una città costiera della Campania non ben identificabile, dove un giovane di buona cultura discute con lo pseudo-maestro di retorica Agamennone del problema della decadenza oratoria. Il giovane è poi accompagnato nelle sue peripezie cittadine da un altro avventuriero Ascilto e da un bel giovane di nome Gitone per il quale entrambi nutrono un forte interesse che dà luogo ad un triangolo amoroso.
I tre incontrano una matrona romana chiamata Quartilla che cerca di coinvolgerli in un rito in onore del dio Priapo, divinità sotto il cui dominio vivono i tre personaggi e che simboleggia il sesso maschile, ma che si rivelano essere solamente un pretesto usato dalla donna per soddisfare i propri capricci lussuriosi. Subito dopo esserle sfuggiti i tre si trovano coinvolti in un banchetto a casa di un ricco e rozzo liberto, Trimalchione, che si rivela essere nient’altro che una teatrale esibizione di ricchezza e cattivo gusto dominata, peraltro, dai liberti amici del padrone e dalle loro sconclusionate chiacchiere; la cena viene però interrotta da un casuale incidente che permette così ai tre di svincolarsene. In seguito, un violento litigio fra Encolpio e Ascilto, nato dalla gelosia dei due per l’amore del giovane Gitone, provoca la separazione dei tre. Encolpio rimasto ormai solo (Gitone era infatti stato portato via da Ascilto) entra affranto in una pinacoteca e conosce Eumolpo, un poetastro vagabondo, anziano e insaziabile sia come letterato sia come avventuriero. Eumolpo esibisce il proprio talento poetico recitando una sua composizione sulla presa di Troia, che sembra parodiare il poema sulla guerra di Troia dello stesso Nerone. Dopo alcune peripezie Encolpio recupera Gitone e si libera di Ascilto ma non di Eumolpo che, interessato anch’egli al giovane, dà il via a un nuovo terzetto amoroso. I tre lasciano la città e si imbarcano in incognito su un mercantile il cui padrone, il mercante Lica, e la donna di dubbia moralità che viaggia con lui, Trifena, sono già noti a Encolpio e addirittura il primo cerca di vendicarsi, probabilmente per un evento avvenuto nell’antefatto andato perso, del protagonista nonostante il suo maldestro tentativo di camuffarsi.

Eumolpo cerco di mediare e di svagare i compagni raccontando la storia della matrona di Efeso; fortunatamente il minaccioso Lica viene spazzato via da una provvidenziale tempesta, causando inoltre la fuga di Trifena e l’inabissamento della nave, lasciando così i tre soli sulla riva. Avendo scoperto di trovarsi vicino a Crotone, un tempo gloriosa e ora rivolta alla caccia delle eredità, i tre si avviano in città, abitata da ricchi senza eredi e cacciatori di testamenti disposti a offrire qualsiasi servigio per ottenerle, con l’intento di vivere sulle spalle di questi cacciatori. Lungo la strada Eumolpo tiene una lezione di poesia epica e declama un lungo poemetto sulla guerra civile, che sembra parodiare l'opera di Lucano, e una volta arrivati si presenta come un vecchio facoltoso seguito dai suoi due servi. Inizialmente la finzione funziona; Encolpio ha un’avventura con una donna di nome Circe, perde improvvisamente la virilità ed è dunque spinto, poiché è convinto di essere perseguitato da Priapo, a sottoporsi a una serie di pratiche magiche umilianti che non sortiscono effetto mentre risolverà poi improvvisamente il problema. I Crotoniati diventano sospettosi ed Eumolpo escogita come espediente la lettura di un assurdo testamento che pone come condizione per ottenere l’eredità il fatto che ci si dovrà cibare del suo cadavere. I pretendenti, accecati dalla cupidigia, sembrano non voler rinunciare ma, a causa della perdita della parte successiva, è impossibile capire come si sia conclusa la vicenda e quanto ancora si estendesse l’opera.