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Il verbo: transitivi e intransitivi


Analizziamo questa frase: Paolo corre. È una frase breve, semplice, ma completa. Noi, infatti, vediamo il soggetto, cioè Paolo, che compie una azione, e ci chiediamo: quale azione compie il soggetto? Ci risponde un verbo: corre, e la risposta ci dice tutto, ci soddisfa. Correre è un verbo intransitivo: l’azione che esso esprime parte dal soggetto e rimane sul soggetto. Leggete ora quest’altra frase: Paolo scrive una lettera. Anche questa è una frase completa, ma in essa non c’è soltanto il soggetto (Paolo) e il verbo (scrive). Sentiamo anche “a orecchio” che, se dicessimo soltanto Paolo scrive, la frase sarebbe incompleta. Che cosa scrive Paolo? Un biglietto, una lettera? Insomma, l’azione di scrivere passa (transita) da Paolo alla lettera. Scrivere è un verbo transitivo: l’azione che esso esprime comincia dal soggetto e passa su qualcuno o qualcosa d’altro. Questo qualcuno o questo qualcosa si chiama oggetto. riassumendo: i verbi transitivi esprimono un’azione che passa dal soggetto all’oggetto. I verbi intransitivi esprimono un’azione che rimane sul soggetto. Ecco un metodo sicuro per riconoscere se un verbo è transitivo: Chi? Che cosa? Se si può rispondere a queste domande, il verbo è sicuramente transitivo. Es.: Io mangio (che cosa?) una mela. se non si può rispondere, il verbo è intransitivo. Es.: Io parto (che cosa?)… Attenzione: Alcuni verbi sono tanto transitivi quanto intransitivi. Per esempio: aumentar. Col lavoro egli aumenta (che cosa?) le ricchezze ereditate (transitivo). il prezzo della carne aumenta… (che cosa?) Non si può rispondere con un oggetto. il verbo è usato intransitivamente.
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