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Le zie non sono gentiluomini


Bertie Wooster, giovane gentleman inglese, piuttosto svampito e scanzonato, si trova coinvolto, insieme con il fedelissimo e imperturbabile cameriere personale Jeeves, nello strano caso del rapimento di un gatto. Il misfatto, ambientato ai primi del Novecento nella britannicissima campagna del Somerset, è stato ordito dalla zia Dahlia, aristocratica e pimpante vegliarda, grande scommettitrice di gare ippiche, la quale ha scoperto che il micio in questione è diventato il compagno inseparabile di Potato Chip, il purosangue di proprietà dell'odiato signor Cook, favorito nell'imminente torneo di Bridmouth-on-Sea.
L'intraprendente vecchietta ha fondati motivi per ritenere che, senza la vicinanza dell'amato felino, Potato Chip cadrà in un profondo stato depressivo e si rifiuterà addirittura di gareggiare lasciando la vittoria a Simla, il cavallo sul quale ella intende concentrare le sue scommesse, perché appartenente al colonnello Briscoe, grande amico di famiglia. Tra continui colpi dì scena, equivoci e fraintendimenti, zia Dahlia fa rapire il gatto ma, nonostante il felice esito dell'impresa, gli eventi precipitano, tanto che, per evitare l'accusa da parte di Cook di essere l'autore del rapimento, Bertie deve restituirgli il felino. Quando tutto sembra perduto, grazie ad un incidente che si verifica durante la corsa dei cavalli proprio a causa dell'inaspettata comparsa del gatto sulla pista, la vittoria viene assegnata a Simla.

Il romanzo , narrato in prima persona dal protagonista, Bertie Wooster, risulta divertente non tanto per la vicenda, di per sé esilissima se non addirittura sciocca, quanto piuttosto per le situazioni assurde che, scaturendo l'una dall'altra, si vengono a creare. Il lettore deve stare al gioco e apprezzare soprattutto la modalità narrativa, fedele alla tradizione del più puro umorismo Inglese, dove la comicità deriva essenzialmente dalla sottile ironia del linguaggio, dalle freddure e dal giochi di parole, dallo scarto tra il registro narrativo (sempre composto e sostenuto) e la ridicolaggine di fatti e personaggi degni di una farsa complicatissima.
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