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Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria D'Egitto nel 1888 e muore a Milano nel 1970. Si arruola come volontario nella Prima Guerra mondiale ma poi capisce che la guerra non porta altro che distruzione, lutti, miserie. Inizia a scrivere poesie sulla prima guerra mondiale tra cui ''Veglia'', ''Sono una creatura'', e ''San Martino del Carso''.

Nella poesia ''Veglia'' il poeta descrive un compagno morto che sta accanto a lui in trincea, con la descrizione degli effetti della morte sul compagno (volto sfigurato,mani gonfie e livide) il suo rifiuto della guerra e il suo attaccamento alla vita, scrivendo lettere d'amore.

Nella poesia ''Sono una creatura'' il poeta afferma che il suo cuore e suoi occhi, ormai privi di pianto, sono come la pietra arida di cui è fatto il paese S. Michele ed il desiderio della morte è più forte della vita, perché nell'esperienza quotidiana della guerra la morte appare come una liberazione invece la vita è vista come un prezzo da pagare per ottenere il premio della morte.

Nella poesia ''San Martino del Carso'' il poeta dice che ormai in questo paese sono rimaste solo le macerie causate dai bombardamenti e delle persone che facevano parte della vita del poeta non è rimasto nulla e il suo cuore è il luogo più distrutto, ma conserva sempre il ricordo dei suoi cari.

Ungaretti appartiene alla corrente letteraria dell'Ermetismo.
La poesia ermetica è caratterizzata da versi brevi, spesso prive di nessi e di punteggiatura e ridotta all'essenziale ma con significati molto profondi.

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