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Se questo è un uomo

"Se questo è un uomo" fu pubblicato nel 1947 dall'editore De Silva e poi nel 1958 da Einaudi.
Il libro è diviso in diciassette capitoli, preceduti da una poesia di Levi e da una breve introduzione.
E' stato tradotto in diverse lingue, fu commentato nelle scuole e sottoposto a riduzioni per la radio e teatro.
Levi racconta di aver scritto di getto, a partire dal 1945, spinto dalla necessità di liberarsi del trauma subito, ma anche per "testimoniare civilmente".
Nell'opera è evidente l'intenzione di comprendere e denunciare il male compiuto dall'uomo sull'uomo e di contribuire attraverso la memoria ad impedire che gli eventi tragici si possano ripetere nel tempo.
Lui avverte nella prefazione che nessuno dei fatti è stato inventato e che si tratta di un'opera di testimonianza storica che costruisce l'esperienza nel Lager.
I personaggi sono numerosi e i prigionieri vengono ricordare con il loro nome, non con il loro numero, come se l'autore volesse conservare la memoria di ciascuno di essi e restituire loro l'umanità che gli era stata tolta.
Il titolo del libro allude alla disumanizzazione operata sui deportati.
Gli episodi descritti si succedono secondo un ordine cronologico, inizia con l'arresto di Levi in Italia nel Dicembre del 1943, alla liberazione di Auschwitz il 27 Gennaio 1945.
L'ultimo capitolo è scritto sotto forma di diario e racconta i dieci giorni tra l'abbandono del campo da parte dei tedeschi all'arrivo dei russi.
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