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Personaggi dei Promessi Sposi

Don Abbondio

Don Abbondio è la figura dominante del primo capitolo ed è l'uomo dal cui comportamento deriveranno le peripezie di Renzo e Lucia.
Si presenta sistematico, superficiale e meschino, lui è l'uomo ignavo e del quieto vivere, la cui unica preoccupazione è di non lasciarsi turbare la pace di quell'esistenza grigia e appartata,che ha sognato e si è sforzato di credersi.
La sua pochezza si vede di fronte ai bravi, ma anche di fronte alle parole della propria serva.
Perpetua

Perpetua è una donna semplice, senza cultura. La serva di don Abbondio sa obbedire ma anche scomodare il curato, perché ha le doti che il padrone non ha, cioè l'acutezza d'intuito e la prontezza di decisione.
Lucia

Lucia è una ragazza giovane e devota, di una bellezza modesta, ed è la promessa sposa di Renzo Tramaglino.
Sembra imperturbabile nella sua purezza e semplicità contadina, e nella sua innocente e sincera religiosità, ma a volte le sue forti emozioni si mostrano nel rossore del viso o in un timido gesto.
Padre Cristoforo

Padre Cristoforo era figlio di un ricco mercante, di nobili sentimenti e avverso ai soprusi del suo tempo, da giovane era sempre stato in contrasto coi nobili prepotenti, e un giorno ne aveva ucciso uno.
Da quel momento visse nel pentimento e si fece frate, dedicando tutta la vita al servizio degli umili e degli oppressi.
Ma il suo animo orgoglioso e impetuoso trapela ancora dopo anni, come si vede ad esempio nel colloquio con Don Rodrigo, dove il frate sembra sul punto di abbandonare la religiosa umiltà per esplodere contro l'arroganza del signorotto.
Gertrude

Gertrude è una monaca, signora del monastero di Monza. Fin dalla nascita, e prima ancora, la sua famiglia aveva deciso che lei sarebbe diventata una religiosa, secondo l'usanza dei tempi, al fine di trasmettere l'intero patrimonio al figlio maschio primogenito.
Quando Gertrude era bambina fu sottoposta a una lunga serie di crudeli umiliazioni e sopraffazioni, per inculcarle l'idea del convento fin tanto che non accettò la volontà paterna: fatti dodici mesi di novizio divenne monaca.
La sua condotta di monaca fu particolare, infatti Gertrude manteneva le distanze con le altre suore e le educande e le trattava con arroganza, anche per il suo alto ceto sociale.
Vicino al convento viveva Egidio, un signorotto con cui Gertrude ebbe una appassionata relazione; ma quando una conversa lo scoprì, gli amanti tramarono per la sua uccisione.
Da allora, con l'oppressione di un continuo rimorso, la vita di Gertrude era diventata ancora più angosciosa e terribile.
Lei aveva più o meno venticinque anni, ed era di una bellezza sfiorita: un volto pallido con occhi neri vivacissimi e stanchi, e un aspetto inconsueto per una monaca.
Renzo

Renzo è un giovane che è nato e cresciuto in un paesino, conosce la vita nei suoi aspetti più semplici e consueti, la fatica del lavoro e la forza degli affetti. Era rimasto orfano in giovane età.
Si è creato un onesto lavoro e si è trovato una donna, Lucia.
Renzo giudica il prossimo con ottimismo, ma quando è sottoposto a delle ingiustizie si ribella con impetuosità.
Subisce nel corso del romanzo una evoluzione psicologica, e comincia ad essere più accorto e prudente.
Contro il rivale, Don Rodrigo, si scaglia furiosamente, ma alla fine lo perdona.
Agnese

Agnese ha un carattere deciso e sbrigativo, spesso riesce con il suo senso pratico a uscire dalle situazioni difficili.
E' la madre di Lucia, e prova un grande amore verso la figlia.
La facilità di parola e la spontaneità sono le sue caratteristiche peculiari.
Appare simpatica per il modo in cui si dispone ad aiutare la figlia nel raggiungimento della sua felicità.
Don Rodrigo

Don Rodrigo è un signorotto di provincia che si è invaghito di Lucia che e la vuole avere per sé, non solo per passione, ma anche per orgoglio nei confronti del più brillante cugino Attilio.
Egli non possiede una carica particolare, ma è uno dei tanti nobili di quell'epoca che pretende rispetto con le azioni di forza. Il suo carattere, però, non è deciso e fermo come vuole far apparire.
Nel testo viene conosciuto attraverso i simboli attribuiti dalla sua forza e autorità e le sue azioni.
E' una persona di fondo malvagia, che crede che la sua posizione sociale e gli appoggi di persone influenti gli garantiscano l'impunità, l'unica legge che conosce è quella del più forte.
Egli muore alla fine di peste.

[b

]L'Innominato
L'Innominato è una delle figure più interessanti del romanzo.
E' storicamente esistito.
Egli è una figura malvagia, la cui malvagità incute nel prossimo timore e rispetto. Don Rodrigo si rivolge a lui per attuare il piano di rapire Lucia ma, dopo una vita di ingiustizia e delitti, l'Innominato comincia a sentire nel suo cuore il pentimento, e in seguito all'incontro con il cardinale Federigo Borromeo sente una profonda conversione che lo riavvicina a Dio e alla generosità verso i più deboli. Da quel momento, il personaggio si dedica a far del bene agli altri, tra cui Lucia, mostrando una forte grandezza d'animo anche nel bene.
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