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"spesso il male di vivere ho incontrato
Era il rivo strozzato che gorgoglia
Era l'incartocciarsi della foglia
Riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
Che schiude la divina indifferenza:
Era la statua nella sonnolenza
Del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato."

Ho spesso incontrato il malessere: era torrente che incontra un ostacolo nel fluire, l'accartocciarsi di una foglia, rinsecchita dalla calura, un cavallo caduto per la fatica. Non ho conosciuto altro bene all'infuori della condizione miracolosa che dà origine allo stato di superiore indifferenza tipica delle divinità: era una statua nella sonnolenza del mezzogiorno, una nuvola e un falco che vola alto.


Questa è una poesia di Eugenio Montale tratta da "Ossi di seppia". Il poeta vede il male di vivere che affligge l'omo in tutti gli aspetti della natura che lo circonda.
Visto che non è possibile sconfiggere il dolore o giustificarlo, l'unica scelta per l'uomo è raggiungere l'indifferenza e distaccarsi dalla realtà senza farsi coinvolgere.

I concetti astratti come il dolore e l'indifferenza sono rappresentati con immagini concrete. identifica il dolore con tre immagini: il rivo che scorre a fatica, la foglia secca e il cavallo caduto a terra; la serenità invece l'identifica con la statua, la nuvola e il falco.

Eugenio montale è nato a Genova nel 1896 dove trascorre l'adolescenza dedicandosi al canto.
Durante la prima guerra mondiale è chiamato al fronte come ufficiale di cavalleria e alla fine de conflitto collabora a riviste letterari dove ha l'opportunità di frequentare numerosi intellettuali.
Nel 1925 aderisce al manifesto degli intellettuali antifasciti e pubblica la sua prima raccolta poetica. Inizia a lavorare a Firenze per una casa editrice ma perde il posto poiché rifiuta di iscriversi al partito fascista.
Alla fine della guerra si trasferisce a Milano dove scrive per il corriere della sera, sucessivamente viene nominato senatore a vita per meriti artistici e nel 1975riceve il premio Nobel per la letteratura.
Muore a Milano nel 1981

la raccolta di liriche più famosa è "Ossi di Seppia", seguono poi "Le occasioni", "La bufera e altro" e "Satura"

I temi dominanti della poesia di montale sono la concezione negativa dell'esistenza e la crisi dell'uomo, privo di certezze e incapace di trovare il senso della propria vita. Dal punto di vista stilistico utilizza un linguaggio asciutto e essenziale.

Montale era un poeta ermetico. l' ermetismo è un movimento letterario nato a Firenze nel periodo della dittatura fascista, ha un linguaggio molto difficile e chiuso; gli ermetici affrontono i temi del significato della vita, del dolore, della morte, dell'amicizia, della guerra servendosi del valore evocativo della parola. Caratterizzante è l'uso del verso libero, i componenti brevi, le immagini forti e suggestive e i silenzi. Gli autori che vi aderirono furono tutte persone di alto valore morale, grande cultura, segnati da esperienze dolorose.

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