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Il duello finale con la Balena Bianca



La storia del Pequod e del suo capitano si avvia al tragico epilogo. Doppiato il Capo di Buona Speranza, la baleniera si trova a navigare le acque dell'Oceano Indiano. La tensione a bordo è andata via via crescendo anche a causa di alcuni eventi inspiegabili che all'equipaggio sono apparsi come sinistri presagi. Ed ecco che un mattino si profila all'orizzonte la sagoma bianca dell'odiata balena che subito, tuttavia, torna ad inabissarsi, scomparendo. Achab fa calare in mare tre lance pronte ad aggredire il mostro non appena torni a riemergere.

Nel brano due figure campeggiano fra tutte:
– la balena, il cui ambiguo colore bianco è simbolo a un tempo di spiritualità e di mistero, si impegna nella lotta con la stessa crudele indifferenza con cui il gatto gioca con il topo; la sua ira, quando si scatena, non è dissimile a quella di un fiume in tempesta, mentre la sua maligna razionalità nasce dal meccanismo oscuro ed imperscrutabile che è alla base delle forze della natura;
– il capitano Achab, che rivela tutta la sua eroica solitudine nel monologo finale, si lancia con generosa dedizione in una battaglia che lui sa perduta, scopo ultimo della sua vita solitaria di uomo non compreso né amato, diverso dagli uomini comuni, perché orgogliosamente proteso verso il raggiungimento di un ideale. La sfida si conclude per lui con una sconfitta amara, dalla quale emerge tutta la grandezza del vecchio uomo di mare. Simile ad un moderno Lucifero o a Prometeo, Achab è destinato a sprofondare negli abissi, perché il suo peccato di superbia lo ha condotto a sfidare il Male, invadendo un campo riservato alle divinità. La balena è, in definitiva, lo strumento di una volontà ignota che relega l'uomo al suo ruolo, indicandogli i suoi limiti terreni.
La narrazione, ricca di termini marinareschi, ben noti a Melville già mozzo e marinaio sulle baleniere, si avvale di un ritmo rapido e concitato, solo a tratti interrotto da momenti di riflessione o da brevi pause, che spezzano temporaneamente la tensione emotiva, destinata a placarsi solo nell'ultima visione del Pequod che si inabissa per sempre.
II racconto avventuroso, che ha sempre affascinato gli scrittori di ogni tempo, si arricchisce e si carica, nei passi che hai letto, di forti significati simbolici, elevandosi a modello esemplare di lotta dell'uomo contro forze a lui superiori e, in definitiva, si conclude con l'affermazione di quei valori umani, coraggio, abnegazione, volontà, tenacia, che, nel loro insieme, costituiscono il tema fondamentale del racconto.
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