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L'immigrazione


Lì in mezzo al mare c'è un isola di plastica; forse i pesci si sono evoluti fino a creare la loro casa con materiali che le fabbriche scaricano nel mare. Chissà quanta plastica si trova nei fondali chissà quanta plastica si trova nei fondali marini, credo che i pesci possono costruire intere città e soddisfare tutte le loro esigenze.
Quelli soletta potrebbe essere anche l'unico gioco di un bambino siriano, iracheno o iraniano che è scappato dalla guerra e quello era il suo ultimo ricordo della sua terra o della sua famiglia. Forse quel bambino, in questo momento, sta piangendo perché ha lasciato i suoi parenti, i suoi giochi, i suoi sogni, la sua casa,lì, in un posto dove sa che non potrà mai tornare e se tornerà troverà tutto distrutto. Nella sua mente sentirà ancora i suoni dei cannoni che sparano, le urla dei feriti e i sopravvissuti che che scavano a mani nude, nelle macerie sperando di trovare i loro cari vivi.
Quel poveretto ha viaggiato per giorni e notti in mare nella speranza di arrivare sulla terraferma ed essere accolto come un bambino qualunque e non di essere isolato. Altri migranti sperano di trovare lavoro in Italia e guadagnarsi da vivere. Ma non tutti ce l'hanno fatta e sono morti nei naufragi insieme alle loro speranze e loro sogni che non si avvereranno mai.
Io non capisco e non capirò mai perché devono esistere le guerre; portano soltanto morte, distruzione e non fanno bene a nessuno.
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