Al fine di superare i limiti dei sistemi di archiviazione non integrati dei primi anni ’60,
nei quali spesso si avevano inconvenienti di ridondanza, incongruenza e inconsistenza,
a partire dagli anni ’70 la teoria dei database introduce una nuova metodologia. Tale
gestione presenta le seguenti caratteristiche (oltre alle tre già elencate in
precedenza):
indipendenza dalla struttura fisica dei dati: i programmi applicativi sono
indipendenti dai dati fisici;
indipendenza dalla struttura logica dei dati: è possibile apportare modifiche alla
definizione delle strutture della base di dati senza modificare il software
applicativo;
utilizzo da parte di più utenti: garantisce che le operazioni svolte da utenti
diversi in modo concorrente non interferiscano una con l’altra e garantisce
l’accesso specifico ad alcune tabelle a seconda dell’utenza;
facilità di accesso: il ritrovamento dei dati è facilitato e svolto con grandi
velocità;
sicurezza dei dati: sono previste procedure di controllo per impedire accessi non
autorizzati a dati contenuti nel database e la protezione da guasti accidentali;
uso di linguaggi per la gestione del database: il database viene gestito
attraverso comandi per la manipolazione (inserimento, modifica e
cancellazione) dei dati contenuti in esso e comandi per effettuare interrogazioni
alla base di dati al fine di ottenere le informazioni desiderate. I comandi non
agiscono su un singolo record per volta, ma su gruppi di record per volta.
A cura di Caruso Denny
VB - ITI “E. Barsanti”